Insilva, in cammino tra arte e scienza

L’associazione Insilva propone domenica 4 ottobre l’ultimo incontro annuale in Valpolicella (Negrar) per discutere di paesaggi agro – forestali e riflettere sulle degenerazioni della montagna (qui il manifesto con il programma). Come ormai noto, Insilva da tempo riunisce nelle foreste e nei parchi naturali del territorio veneto, e non solo, studiosi ed esperti dei cambiamenti climatici, amici del rispetto dell’ambiente e artisti per condividere temi importanti e spesso poco conosciuti.

Domenica 4 ottobre intervengono Paola Favero, Luigi Casanova, Tommaso Anfrodillo, Luis Carlos Barbato, Gianni Frigo. Tra i vari interventi, quello di Casanova sarà centrato sui danni paesaggistici e naturali che l’industria dello sci impone alla montagna e quanto vi si  trova di strutture sempre più invasive. Gli altri temi sono il paesaggio e il suo valore, la legge nazionale (2018, detta TUFF) che devasterà i boschi nazionali in funzione degli impianti di teleriscaldamento a biomasse.

Si tratta di una passeggiata della durata di 3 ore circa (cammino effettivo 20 minuti) con quattro pause. A ogni pausa una relazione e uno stacco musicale con sei artisti. Sosta pranzo (al sacco) e poi concerto finale e danza con tutti gli artisti. Chi vuole passare una giornata diversa dal solito, anche un modo diverso di manifestare le proprie opinioni, può approfittare di questa bella passeggiata.

https://www.insilva.it

One thought on “Insilva, in cammino tra arte e scienza

  • 03/10/2020 at 09:47
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    Luigi Casanova segnala in FB che la manifestazione scientifica e artistica organizzata da INSILVA in Valpolicella è annullata. “I proprietari locali dei vigneti”, precisa Casanova, “hanno deciso di impedire il transito ai partecipanti in quanto ‘l’iniziativa lede l’immagine dei viticultori’. Un precedente di inaudita gravità. Si vuole impedire di parlare di speculazioni agricole (scusate, industriali), di cattiva gestione del territorio, di discutere di alimenti sani. Dispiace per quanti avrebbero voluto assistere alle performance degli studiosi e degli artisti che ci avrebbero accompagnato”.

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