Neve sicura. Nuove strategie per il soccorso

Ciaspole, sci alpinismo, freeride sono previsti in forte crescita nella prossima stagione invernale e il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) rivede le sue strategie. Un importante accordo è stato firmato con Aineva, l’Associazione Interregionale di coordinamento e documentazione per i problemi inerenti alla neve e alle valanghe. Una montagna “sempre più sicura e sempre più consapevole” è quanto si ripropone, come viene specificato in un comunicato del 7 ottobre 2020, il protocollo d’intesa sottoscritto dal presidente nazionale del Soccorso alpino Maurizio Dellantonio e dall’assessore provinciale al turismo di Trento, Roberto Failoni, nelle vesti di presidente di Aineva.

Il forte aumento di appassionati della neve non battuta lo si desume ipotizzando numeri contingentati nei tradizionali impianti dei comprensori sciistici. Quindi si potrebbe registrare una vera fuga dagli impianti. “La costante della frequentazione invernale delle nostre montagne e degli appassionati di sport sulla neve si registra anche al di fuori dei comprensori sciistici”, spiega il presidente del Soccorso alpino. “Quest’anno, dopo il Coronavirus, ci aspettiamo che aumentino molto proprio coloro che sceglieranno di effettuare anche escursioni invernali con sci o ciaspole, potendo contare nelle nostre montagne su un ambiente meno frequentato e sicuramente non affoltato. La prevenzione del rischio valanghe e le tecniche di soccorso, grazie all’accordo con Aineva, potranno ulteriormente migliorare”.

Va tenuto conto che nel 2019 si è registrato un incremento significativo dell’attività di soccorso rispetto all’anno precedente, passando da 9.554 a 10.234 interventi (+7,1%), e che ha fatto superare per la prima volta nella storia del CNSAS la quota psicologica di 10.000 missioni di soccorso. I soccorritori impiegati sono stati 41.666, le giornate/uomo 28.458 per un totale di 187.504 ore di effettivo utilizzo.

Di 10.073 persone tratte in salvo, ben 3.376 (33,5%) sono stati gli illesi, i feriti complessivamente hanno raggiunto la quota di 6.190 (61,4%), suddivisi in feriti leggeri 4.501 (44,7%), feriti gravi 1.425 (14,1%). Le persone che hanno subito traumi tali da compromettere le funzioni vitali, cioè in imminente pericolo di vita, sono state 264 (4,4%). Ferma allo 0,6% la percentuale dei dispersi, mentre si registra un leggero calo dei morti, passati 458 a 446, ovvero il 4,4% del totale.


Il presidente nazionale del Soccorso alpino Maurizio Dellantonio e l’assessore provinciale al turismo di Trento Roberto Failoni nelle vesti di presidente di Aineva, firmano l’accordo a Trento.

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