Alpi Venete. L’addio a Silvana Rovis

Per anni la sua firma è apparsa nella prestigiosa rivista “Le Alpi Venete”, rassegna semestrale triveneta del Cai di cui era segretaria redazionale. La sua specialità era dialogare con gli alpinisti, sempre con competenza e discrezione, facendo emergere le personalità degli intervistati che avvicinava quasi in punta di piedi. Silvana Rovis, che se ne è andata l’8 ottobre in silenzio a Mestre (Venezia) dove viveva con il marito Paolo, istruttore di alpinismo, era anche un’impareggiabile memoria storica dell’alpinismo dolomitico sulla scia ideale della grande trentina Annetta Stenico che ebbe la medaglia d’oro del Cai e fu uno dei rari casi di riconoscimenti assegnati dal Club alpino alle donne, e non sono poche, che si prodigano per divulgare la montagna e i suoi valori.

Con Armando Scandellari e Mirco Gasparetto, la Rovis è stata l’autrice di “Alpinismo veneto. Dai 150 anni del Club Alpino Italiano 1863-2013” (Linea Grafica-Duck Edizioni, 2013). Iscritta alle Sezioni di Mestre e di Fiume, socia accademica degli scrittori di montagna, raccontò anche, nel 2009 per Nuovi Sentieri, la storia di Arturo Dalmartello nel volume “Le montagne di un alpinista fiumano”.

La scomparsa della Rovis per una malattia rappresenta una grave perdita per l’alpinismo non solo veneto che s’identificava nelle sue cronache rigorosamente in forma cartacea tenuto conto che Silvana considerava “mutevole e fuggitivo” qualsiasi giornale on line (chissà se si è mai ricreduta?). Non poteva e forse non desiderava nemmeno definirsi alpinista Silvana, ma certamente amava i viaggi avventurosi che compiva insieme con Paolo, alpinista di ricononosciuta esperienza. E sempre con grande spirito di scoperta, prediligendo posti “fuori dal mondo”, magari in campeggio con la tendina, i materassini, il fornellino per il caffè. Addio Silvana, ci mancherai. (Ser)


Silvana Rovis incontra a un meeting alpinistico il fuoriclasse del free climbing Franco Perlotto (ph. Serafin/MountCity)

Così il Cai la ricorda

Silvana Rovis ci ha lasciati. Non è facile dirlo, ma è così. Ma quante cose ci ha lasciato, quante interviste, racconti, immagini e parole. Quanto ci ha fatto sognare con i suoi viaggi. Innamorata della montagna e degli alpinisti, ha saputo raccontarne la vita e le imprese, soprattutto di quelli che hanno scritto le pagine più belle dell’alpinismo veneto. Con il suo modo di raccontare e intervistare è riuscita a portarci vicino a loro, quasi dentro casa, in modo da farci sentire tutti una grande famiglia. Una famiglia che oggi perde qualcosa di importante. Sfogliando i numeri de “Le Alpi Venete” potremo, però, ogni tanto ritrovarla. Ciao Silvana che la terra ti sia lieve.

Club Alpino Italiano, Sezione di Mestre

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