Pratiche virtuose ai Piani d’Erna. Lecco premiata

Ai tempi in cui in inverno la neve scendeva copiosa dal cielo, i Piani d’Erna ai piedi del Resegone erano presi d’assalto dagli sciatori di tutta la Lombardia. Vi si arrivava comodamente in un’oretta abbondante da una Milano assai meno congestionata di quanto non sia oggi. Si saliva lassù in funivia e si sciamava felici verso i quattro skilift sempre in funzione durante la settimana. Inoltre al suono della campanella, a mezzogiorno, i fortunati ragazzini milanesi lasciavano le aule e trovavano un caldo pulmann ad aspettarli in strada per portarli a sciare. Dove se non ai piani d’Erna? La parola distanziamento non si sapeva che cosa significasse, di tamponi non si parlava…

Oggi anche lo scenario dei Piani d’Erna è cambiato. In meglio o in peggio? Dipende dai gusti. Per Legambente sicuramente in meglio, tant’è che alla ridente località ha assegnato una bandiera verde consegnata al sindaco di Lecco. A meritarsi il premio è stata l’amministrazione cittadina recentemente rinnovatasi senza dover cambiare colore. Motivo?  “Il riconoscimento”, si legge nel sito di Legambiente, “vuole premiare un percorso virtuoso, stimolandone al contempo un’evoluzione sempre più coraggiosa, che vada nella direzione di valorizzare il territorio montano con un progetto di turismo nuovo, sostenibile e destagionalizzato. Attraverso lo smantellamento di un comprensorio sciistico ormai abbandonato e l’avviamento di navette gratuite per incentivare il sistema di trasporto pubblico locale verso la località Piani d’Erna, il Comune stabilisce così l’interesse per un turismo naturale e accessibile con i mezzi pubblici”.


Il Resegone domina la ridente località lecchese, un tempo meta degli sciatori cittadini.

Come si sarà capito, il comprensorio sciistico dei Piani d’Erna ha segnato la storia dello sci lecchese attraverso i primi passi sulla neve di diverse generazioni. Che lassù su quelle nevi ottime e abbondanti senza bisogno di cannoni hanno imparato a sciare. Dopo la grande affluenza degli anni ’70 e ’80, la neve ha però iniziato a scarseggiare a causa del cambiamento climatico, e con ciò il comprensorio, formato da quattro skilift (Chignolo, Roccia, Teggia e Bocca 2) e raggiungibile tramite funivia, ha iniziato ad aprire a fasi alterne fino al 2005, anno di chiusura definitiva dell’ultimo impianto. Da allora gli impianti di risalita sono rimasti inutilizzati e abbandonati.

“Il Comune di Lecco”, si legge ancora nella motivazione del riconoscimento, “in seguito alla convenzione per il servizio di trasporto locale pubblico della funivia con l’azienda ITB ha deciso lo smantellamento degli impianti, che è stato portato a compimento nel giugno 2020 riportando il paesaggio al suo stato naturale…Un bell’esempio di pratiche virtuose che non devono restare interventi isolati e marginali, ma dovranno inserirsi all’interno di un sistema di sviluppo dei territori montani che sia prioritario per le amministrazioni presenti e future”. Ogni tanto una buona notizia, è un piacere poterla divulgare. (Ser)

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