L’agonia dei ghiacciai ispira gli artisti

Olafur Eliasson, danese, è definito da Vogue un artivist. Da oltre vent’anni le opere di questo singolare attivista, pardon, artivista si occupano infatti del cambiamento climatico e lanciano messaggi non certo positivi. L’ultima opera, site-specific, è dedicata all’agonia dei ghiacciai dovuta al cambiamento climatico. E’ situata sul ghiacciaio Giogo Alto in Val Senales, a oltre tremila metri di quota. Si articola su un sentiero alpino lungo 410 metri con nove porte distanziate a intervalli calibrati proporzionalmente alla durata delle ere glaciali della terra. Al termine del percorso si apre un padiglione formato da grandi anelli di acciaio e vetro che seguono il percorso del sole nel cielo. Una specie di sofisticata meridiana, insomma. Strumento immaginario e utopico la definisce l’autore.

Olafur Eliasson

L’autore è conosciuto per le cascate d’acqua artificiali che ha realizzato a New York (le “New York City Waterfalls”), oltre che per essere ambasciatore delle Nazioni Unite per i temi della sostenibilità e del cambiamento climatico. Il progetto del Giogo Alto battezzato “Our glacial perspectives” è stato realizzato per conto dell’associazione culturale Talking Water Society.

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