Sul sentiero di “papa Dvan Paule II”

“Viè dal papa Dvan Paule II” è il nome del sentiero nel Cadore. E’ scritto in dialetto. Attraversa prati ben curati, foreste appena sfiorate dal ciclone Vaia. Sullo sfondo del cartellone all’inizio del sentiero compare l’immagine di Giovanni Paolo II, Karol Woytila. Al ritorno da una camminata sul monte Zovo, una trentina d’anni fa, il pontefice che amava la montagna venne circondato su questi prati dai contadini che gli corsero festosamente incontro. Molti valligiani qui lo ricordano ancora. Era l’11 luglio 1987 e il pontefice trascorreva le sue vacanze a Lorenzago di Cadore.


Woytila incontra nel 1987 i valligiani al lavoro nei campi. In apertura l’inizio del sentiero che gli è dedicato in Cadore. (ph. Serafin/MountCity)

Scendendo dal bosco nelle prime ore del pomeriggio di quel sabato di luglio, Giovanni Paolo si fermò in un fienile e indossò la veste bianca, contravvenendo al programma che lo voleva far transitare in incognito. Disse che voleva incontrare i contadini al lavoro. Fortunato Casanova Borca, la moglie Agnese Eicher Clere e i figli Marco e Lucina stavano in quel momento raccogliendo il fieno. Il papa si avvicinò e disse: “Bravi che continuate a coltivare la terra. Benedico voi e il vostro lavoro”. Anche nell’estate che ci lasciamo alle spalle, il sentiero (che si affaccia su uno scenario incantevole) ha richiamato centinaia di turisti: un piccolo graditissimo miracolo in una stagione in tono minore per l’emergenza sanitaria. Quel sentiero è davvero papale e perciò imperdibile per i buongustai delle escursioni in quota. E poi c’è Woytila a farci compagnia strada facendo e chissà che qualche altro miracolo di lassù non lo compia. Ce ne sarebbe parecchio bisogno (Ser)

 
Fedeli al lavoro nella baita dove Woytila si rifugiò, al termine di un’escursione, per indossare la veste bianca (ph. Serafin/MountCity)

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