Un patto per salvare la stagione dello sci

Verso un’alleanza tra funivie (e regioni) per salvare lo sci nell’inverno del Covid. Ne dà notizia il 26 ottobre 2020 La Repubblica in un servizio di Andrea Selva. Il Dpcm firmato dal presidente Conte lascia una porta aperta, grazie al pressing degli enti locali dell’arco alpino: impianti in funzione solo per gli atleti fino al 24 novembre, con possibili aperture al pubblico a fronte dell’adozione di linee guida approvate dalle regioni con il via libera del Comitato tecnico scientifico. Sul tavolo – secondo un calcolo dell’Associazione nazionale impianti a fune – c’è un settore da 400 mila lavoratori.

Dal Trentino il governatore Maurizio Fugatti annuncia che è in corso un lavoro congiunto con le realtà confinanti per trovare regole comuni, in modo da evitare situazioni di concorrenza tra le realtà ma soprattutto per garantire chiarezza agli sciatori all’interno di comprensori che spesso superano i confini di province e regioni.

Una bozza di protocollo c’è già – firmata dai rappresentanti dell’Anef di tutto l’arco alpino – e attende l’approvazione del Cts. Previsti interventi sulle casse per evitare code al momento dell’acquisto degli skipass; portata limitata all’80 per cento degli impianti chiusi (funivie e telecabine); sanificazione delle strutture e ovviamente mascherina sempre indossata. Le stesse precauzioni, in sostanza, del trasporto pubblico ordinario, considerato che un viaggio in funivia dura al massimo 8-10 minuti anche se di frequente viene ripetuto più volte nel corso della giornata.

Si prevede che possa essere, nel bene e nel male, uno sci diverso, su scala ridotta, con meno folla. I comprensori sciistici dovrebbero adottare una strategia definita “prudente”: in una prima fase vengono innevate le piste considerate indispensabili, tra cui quelle che consentono i collegamenti tra vallate. In questo modo sarà possibile anche impiegare i lavoratori dipendenti dalle società, per procedere alle assunzioni stagionali solo in un secondo momento. E non va dimenticata l’opportunità di rilanciare lo sci di fondo utilizzando la neve programmata e i battipista eventualmente rimasti inoperosi sulle piste di discesa. Come caldamente auspicato da MountCity e dalle migliaia di appassionati di questo “nordico” modo di sciare. (Ser)

Fonte: La Repubblica

Commenta la notizia.