Il cubo che fa bene all’ambiente

Dai 42.500 ettari di foreste distrutte dalla tempesta Vaia scatenatasi nell’ottobre 2018 con piogge e raffiche di vento stimate oltre i 150 km/h sono nati alcuni progetti virtuosi che puntano a sostenere le zone colpite e a recuperare il legname da terra. Oggi, nonostante il ritardo causato dal lockdown, quasi la metà di questo legname è stato esboscato: circa 60% è stato venduto e i lavori procedono a pieno ritmo.

Coinvolgendo falegnamerie e artigiani dei territori colpiti, la startup Vaia annuncia intanto di creare amplificatori per smartphone di design, in una logica di economia circolare e sostenibilità. 

L’iniziativa prevede che per ogni amplificatore venduto venga piantato un nuovo albero nelle zone devastate dalla tempesta. Così durante la ripiantumazione del 25 ottobre a Baselga di Pinè (Trentino) sono stati messi a dimora 726 nuovi alberi, uno per ogni giorno trascorso dal passaggio della tempesta. A quanto si apprende da un comunicato dell’azienda Vaia (https://www.vaiawood.eu/) sono stati già venduti 12mila Vaia Cube in Italia e all’estero. 

A fare il punto a due anni dalla tempesta Vaia è in questi giorni Pefc Italia, organismo garante della certificazione di gestione sostenibile del patrimonio forestale e dei suoi prodotti. Subito dopo il disastro è stata a quanto si apprende attivata la Filiera Solidale Pefc, sistema e logo pensato per sostenere le zone colpite dalla tempesta tramite legno proveniente dalle piante abbattute da Vaia. 

Con questo materiale a Rovereto, nell’area ex Marangoni Meccanica, sta prendendo forma il più grande edificio in legno d’Italia: con i suoi 9 piani per 29 metri, è destinato al social housing ed è costruito al 100% proprio con gli alberi caduti, grazie al lavoro di aziende certificate Pefc e aderenti alla Filiera Solidale, a partire dal general contractor Ri-Legno. Il progetto comprende anche un altro palazzo di cinque piani sempre con legname da schianti: gli edifici sono stati realizzati da Ri-Legno Srl su commissione di Rovim Srl e Finint nell’ambito di un progetto di social housing. 

Con il legname recuperato dagli schianti di Vaia nasce a Rovereto il più grande edificio di legno d’Italia. In apertura il Vaia Cube, amplificatore per smartphone: per ogni esemplare venduto, un albero viene piantato nelle zone devastate due anni fa dalla tempesta.

Ancora a quanto si apprende, il legname strutturale della casa di Rovereto, che costituisce il 90% del totale, è stato ingegnerizzato, fornito e installato da X-Lam Dolomiti: si tratta di pannelli realizzati con legno trentino proveniente da legname della Magnifica Comunità di Fiemme e di Primiero. “Il risparmio di emissioni rispetto all’edilizia tradizionale è dell’ordine del 50-70%”, è il commento di Francesco Dellagiacoma, neo eletto presidente del Pefc Italia.