Visioni verticali a BookCity

Un test significativo su eventuali nuove tendenze della narrazione alpina non può che essere il prestigioso Premio letterario Gambrinus “Giuseppe Mazzotti” che si assegna il 28 novembre a Treviso con collegamenti streaming. Nel frattempo il mondo dell’editoria, compresa quella di montagna, si appresta a sfilare sul red carpet a Milano dove dal 12 al 15 novembre è in programma, se tutto va bene, la rassegna “BookCity” con la partecipazione dell’Università di Milano-Bicocca e, per la parte che riguarda le Terre Alte, della Società Escursionisti Milanesi. 

L’edizione 2020 di Bookcity è per forza di cose particolare, come particolare è il momento che stiamo vivendo. Un doppio binario caratterizza la fruizione degli eventi della rassegna previsti in presenza e online.

Per quanto riguarda il palinsteso della rassegna appare certo anzi probabile il battesimo del nuovo romanzo di Mauro Corona “L’ultimo sorso. Vita di Celio” (Mondadori), peraltro già sugli scaffali delle librerie. Nel racconto viene adombrata la vita di Corona: l’autore si riscopre bambino e usa le parole di un anziano amico e compagno di bevute di nome Celio, un suo alter ego alla ricerca delle radici di un male di vivere in apparenza senza soluzioni. 

C’è molto di autobiografico, tra i libri presentati a BookCity, anche in “Visione verticale” di Alessandro Gogna (Laterza), star mondiale dell’alpinismo, che per l’occasione si racconta in Youtube dialogando dalla sede della Sem dove l’appuntamento per la rassegna, coordinato da Gabriele Zerbi, riguarda altresì Angelo Recalcati, bibliofilo e alpinista. Recalcati presenta il suo nuovo libro frutto di lunghi studi intitolato “Sulle Alpi con Leonardo”. Il volume è pubblicato dalla stessa Società Escursionisti Milanesi.

Da non perdere è sicuramente a Bookcity l’incontro con Luca Bonacina (studente di scienze ambientali), Zeno Lugoboni (studente di geologia), Andrea Zanchi (Direttore del dipartimento di Scienze dell’Ambiente e della Terra,  geologo e alpinista) autori di “Lungo il confine” dove i tre raccontano il loro periplo integrale della Provincia di Bergamo concatenando oltre cento cime, pedalando e pagaiando per un totale di 340 chilometri con oltre 20 mila metri di dislivello positivo superati. Insomma, la montagna sale finalmente alla ribalta dell’editoria e chissà che qualcuno di questi libri non possa inserirsi nelle ambite hit parades pubblicate ogni settimana sui media cartacei e non. (Ser)

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