Riposa in pace, piccolo geko di città

“Pinocchio saltò su tutt’infuriato e preso sul banco un martello di legno lo scagliò contro il Grillo-parlante. Forse non credeva nemmeno di colpirlo: ma disgraziatamente lo colse per l’appunto nel capo, tanto che il povero Grillo ebbe appena il fiato di fare crì – crì – crì, e poi rimase lì stecchito e appiccicato alla parete”.

Ecco, è capitato anche a chi scrive queste note di comportarsi come Pinocchio. Un po’ di vergogna la prova adesso nello svelare un gesto così deprecabile. Come è potuto succedere? Un’ombra, una specie di farfalla notturna con le ali ripiegate, si era infilata una sera nella stanza da letto dalle cui finestre fanno capolino le tre torri di City Life. Era immobile quell’ombra, attaccata al muro appena sopra il letto. 

Affetto da aracnofobia, lo scrivente vorrebbe vedere tutti gli insetti sparire dalla faccia della terra. Compresi quelli utili all’uomo. Inclusi quelli che si nutrono di insetti nocivi come le zanzare. Come, appunto, il piccolo geko racchiuso in un quell’involucro. Così è stato un tutt’uno brandire una ciabatta e spiaccicare quell’esserino incautamente infilatosi dalla terrazza nella penombra della camera. 

Il piccolo geko, vittima di un’irresponsabile violenza (ph. Serafin/MountCity)

Ma ora quel Grillo Parlante, pardon, quel geko, benchè morto, comincia a riaffiorare nell’animo pentito dello sterminatore. Proprio come era capitato a Pinocchio che però era un burattino e non un essere adulto e raziocinante. Piccolo, indifeso, con le sue zampine prensili, il cadaverino rivela adesso qualcosa di umano accrescendo il senso di colpa per quell’atto inconsulto. E’ stata per lui micidiale e irrimediabile la botta. I geki sono dotati di una tempra capace di metterli al riparo da improvvise sventure, ma non quando sono così piccoli e ignari delle malefatte che li possono attendere. 

Lo sapevate? Come la maggior parte delle lucertole, i geki sono in grado di amputarsi volontariamente la parte finale della coda attraverso la contrazione dei muscoli. Si apprende da Wikipedia che di solito ricorrono a questo stratagemma per distrarre o sfuggire ai predatori. La coda, poi, ricresce. Sono anche le uniche lucertole capaci di cantare ed emettere dei suoni che utilizzano per socializzare con gli altri esemplari della specie. 

Che esserini meravigliosi sono i geki. Sono animaletti crepuscolari, attivi principalmente dopo il tramonto o di giorno nelle soleggiate mattine invernali. Nel leggere queste nozioni di cui capita di essere colpevolmente ignari, non fa che accrescersi l’idea di avere compiuto un atto irresponsabile nel privarli della vita e, al tempo stesso, di essere autori di un perverso attentato a quella naturalezza che perfino le grandi città come Milano sanno regalare anche se si trovano in zona rossa.

Tanto più che il geko è caro alle culture aborigene che lo considerano un animale sacro, un simbolo della rigenerazione, dell’adattabilità e della forza di sopravvivenza. Insieme con le tartarughe, i geki vengono infatti considerati dagli aborigeni come dei tramite tra il mondo dei vivi e quello dei morti. E sono anche simboli di protezione, salute e amicizia imperitura.

Uno degli insegnamenti che l’uomo riceve dal geko è, ma si potrebbe andare avanti a lungo, quello di sapersi adattare a ogni situazione senza mai arrendersi. Non è proprio quello che siamo costretti a fare noi bipedi terrestri in questi giorni per uscire dalla morsa della pandemia? Riposa in pace, piccolo geko di città. (Ser)

One thought on “Riposa in pace, piccolo geko di città

  • 05/11/2020 at 13:00
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    UN ANELLO CON UNA LODE A MADRE TERRA
    Nel mio ultimo articolo ho menzionato il geko che lo scultore ha sistemato nella sua scultura pastorale. Ho scritto che Il GECO, (un tipo di lucertola), secondo me, è stato scelto dallo scultore, perché indica la capacità di adattarsi, oltre al potere di sopravvivenza agli ostacoli della vita. Anche a casa mia c’è un GEKO, affezionato, che ogni anno viene a trovarmi. Mi piacciono i suoi colori, mi fa comodo che allontana le farfalle e le formiche. Non mi da fastidio, lo saluto e ammiro il suo corpo sinuoso.

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