“Lo Zaino” tra antiche scalate e nuove normalità

Che cosa spinge a spendere le vacanze estive in uno dei posti più remoti del mondo armati di zaino, tenda e tanta voglia di avventure? Prova a spiegarlo Fabio Olivari nel nuovo numero del semestrale Lo Zaino, rivista delle Scuole di alpinismo del Cai di Lombardia (Cnsasa), e forse basterebbero le belle immagini scattate in Groenlandia, la “terra verde”, per convincerci che il gioco vale comunque la candela. Appassionante è il racconto di Fabio e del compagno Andrea Guitti che scelsero con soddisfazione di scalare nel 2019 Nalumasortoq, una montagna con una parete definita fantastica, 600 m di granito completamente verticali.

Come molti di noi, Carlo Piovan e Saverio D’Eredità s’interrogano poi, in un saggio assai documentato e articolato, su “una nuova normalità o una normalità migliore”, riprendendo il tema dell’inevitabile cambio di paradigma anche nell’andare in montagna in tempi di pandemia. I motivi di riflessione non mancano certo come sempre in questo fascicolo dell’esemplare pubblicazione in cui si esprime lo spirito di scoperta che da sempre anima gli iscritti al Club Alpino Italiano della cui costellazione di pubblicazioni “Lo Zaino” fa parte sia nella versione in pdf recuperabile sul web, sia quella più prestigiosa in carta patinata.

Al mese di dicembre del 2018 risale l’avventura di Thomas Gusmeo (nella foto d’apertura) sul Sentiero Roma, 54 chilometri e più di 3000 metri di dislivello positivo nel cuore delle Alpi Retiche: una vera, grande avventura come testimoniò a suo tempo Giuseppe “Popi” Miotti che per primo volle viverla nell’altro millennio con Sergio Salini. Sempre Gusmeo racconta la sua appassionante scalata delle 13 cime della Valfurva “in un colpo solo”, traversata tutt’altro che banale.

Continuando a frugare in questo capace “Zaino”, scopriamo che nell’affascinante e a lungo inesplorata Khane Valley, in Pakistan, ci conduce Walter Polidori dove si recò nel 2015 con Emanuele Nugara, Luca Minfrini, Matteo Filippini e Tommaso Lamantia. Polidori fornisce con impegno ogni dettaglio dell’esplorazione in quattordici pagine per chi desiderasse avventurarsi tra quelle bellissime montagne rimaste ancora in parte vergini.

All’ormai leggendario Cino Boccazzi conosciuto come il nomade delle rocce, tra i pionieri dell’alpinismo invernale nelle Dolomiti, dedica uno scritto Roberto Serafin che ebbe modo di conoscerlo, coadiuvato dalla scrittrice Silvana Rovis, firma illustre de Le Alpi Venete, che a sua volta intervistò Boccazzi e che purtroppo si è spenta a Mestre nel mese di ottobre lasciando un grande rimpianto.

A dieci anni dalla scomparsa, Marco Berti traccia un bellissimo profilo di Walter Nones “che viveva la montagna con uno stile fanciullesco, pulito e istintivo”. Una lettura quasi obbligata riguarda anche altri due notevoli alpinisti recentemente “andati avanti”: Matteo “Berna” Bernasconi ricordato da Matteo Della Bordella e Matteo Pasquetto del quale lo stesso Della Bordella, compagno di cordata, sottolinea in particolare l’aspetto umano (“Pasquetto”, scrive, “non ha mai conosciuto l’egoismo, cosa più unica che rara nel mondo dell’alpinismo”).

Bepi Magrin, altra firma illustre dell’alpinismo classico, compare nella doppia veste di autore di una rievocazione della scalata dell’Ago Casara, una guglia dolomitica dedicata all’indimenticabile accademico Severino detto Rino; e anche nella veste di curatore con Matteo Bertolotti e Mathias Stefani di un libro fresco di stampa dedicato a Mario Noaro “l’alpinista, l’artista, l’uomo”.

Molte altre sono le letture imperdibili che riserva anche questo fascicolo de Lo Zaino. In sintesi: la Settimana nazionale di sci escursionistico Valtellina 98 di cui relaziona Fabio Cattaneo proponendo interessanti itinerari in Valtellina; la scalata “adamellitica” alla Cima Centrale di Barbignana 2390m lungo la via dei Fòns di Federico Canobbio ed Elena Bigi; la relazione sulla via Pastello Crack e sulla via Basta Crederci al Monte Pastello di Marco Gnaccarini e Ivan Maghella sui monti Lessini; l’alpinismo solitario visto da Franco Sartori la cui passione verticale dopo tanti anni non mostra segni di cedimento; i ricordi di lock down di Fabrizio Andreoli; le riflessioni di Beppe Guzzeloni sull’alpinismo sulla scorta di un recente saggio dell’accademico Andrea Bocchiola; la rassegna di arrampicate classiche nella conca del Rifugio Calvi a cura degli istruttori della Scuola di Alpinismo Leone Pellicioli del Cai Bergamo; la recensione del nuovissimo “Valle della luce” (alpinismo nelle Valli della Sarca e dei Laghi) a cura di Alessandro Gogna e Marco Furlani.

Ma uno “Zaino” tira l’altro e nella factory degli istruttori lombardi sono già in corso le grandi manovre per la prossima uscita alla fine del 2020: che si preannuncia, c’è da giurarlo, densa di contributi e idee sul piano dei contenuti e delle immagini. Frutto prelibato, sia chiaro, del volontariato del Cai ma con un’impronta molto professionale e, se ci è concesso, decisamente “laica”, cioè in apparenza non condizionata dalle pur inevitabili forme autocelebrative tipiche del glorioso sodalizio. (Ser)

All’indimenticabile alpinista accademico Cino Boccazzi, il “nomade delle rocce” (qui con Walter Bonatti), è dedicato uno degli articoli nell’edizione autunnale del semestrale “Lo Zaino” (Ph. Serafin/MountCity). In apertura Thomas Gusmeo durante la traversata delle 13 cime della Valfurva, altro pezzo forte nel nuovo numero della pubblicazione del Cai. Chi desidera collaborare può mandare il materiale a lom.cnsasa@gmail.com ovvero a will80@sassbaloss.com

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