Il raduno dei quad in tribunale

Si è tenuta a Belluno il 13 novembre la prima udienza del processo penale contro il presidente onorario di Mountain Wilderness Luigi Casanova colpito da una querela bavaglio per aver scritto e condiviso un articolo intitolato “Davvero i quad liberano i sentieri dagli alberi caduti?” nel quale denunciava violazioni della normativa ambientale da parte dell’Associazione “Quad in Quota”. Il dibattimento si è svolto davanti al dottor Edoardo Zantedeschi del Tribunale di Belluno. Erano presenti in aula, oltre a Casanova con il suo avvocato Nicola Canestrini, i querelanti che si sono costituiti parte civile per monetizzare i presunti danni stabiliti in 25 mila euro.

La difesa ha presentato una lista di sette testimoni e consulenti tecnici chiamati a testimoniare sui danni provocati dalle incursioni dei “Quad in Quota”. Ha inoltre depositato un totale di 29 documenti che dimostrano non solo la veridicità di quanto dichiarato all’interno dell’articolo per cui ora Casanova si trova a rispondere in sede penale, ma anche la gravità della campagna di delegittimazione, iniziata già nel 2017, nei confronti del Casanova e di Mountain Wilderness. Innumerevoli i post Facebook raccolti dalla difesa che riportano gli insulti rivolti a Mountain Wilderness e al suo Presidente onorario.

Luigi Casanova
Le ferite lasciate dai quad. In apertura un aspetto del raduno annuale nelle Dolomiti (arch. Mountain Wlderness Italia). 

Il tribunale di Belluno ha acquisito i documenti rinviando l’udienza all’8 aprile 2021 per sentire i testimoni. “Mentre le mie critiche all’associazione ‘Quad in Quota’”, ha commentato Casanova, “erano rivolte meramente alle attività svolte dall’associazione, ma mai alle persone che la compongono, le dichiarazioni del presidente dell’associazione sono sempre volte a denigrare il mio onore e quello di Mountain Wilderness”.

Va sottolineato che l’impegno di Casanova per contrastare l’invadenza dei quad e più in generale dei mezzi motorizzati in habitat naturali, finito in tribunale per aver preteso rispetto dell’ambiente, onora questo strenuo attivista che agisce non solo a titolo personale ma a nome di tutta la famiglia di Mountain Wilderness.

Dal canto suo l’avvocato Canestrini ha dichiarato: “Dimostreremo che Luigi Casanova è vittima di una campagna di delegittimazione da parte di chi crede che la montagna sia un parco divertimenti. Questo processo smaschererà i tentativi di intimidazione, anche con querele bavaglio, e si rivolterà contro chi l’ha intentato”.

La querela all’origine del processo venne sporta il 7 dicembre 2018 per diffamatorietà del contenuto dell’articolo a cui si è accennato più sopra, pubblicato anche sul sito di MW. Nello scritto si sosteneva che nel raduno annuale l’associazione “Quad in Quota”  aveva violato le normativa e le prescrizioni in materia ambientale e si accusavano membri dell’associazione di aver rubato in segno di spregio le bandiere di Mountain Wilderness presente per protestare contro il raduno stesso. 

Mountain Wilderness, nata più di trent’anni fa per iniziativa del Club Alpino Accademico Italiano, ha espresso al suo Presidente onorario piena solidarietà. In un comunicato viene in particolare ribadito come la difesa dell’ambiente non possa essere minacciata dall’ennesimo caso di querela bavaglio che mira a intimorire ambientalisti e associazioni il cui unico scopo è quello della tutela dell’ambiente e della montagna. 

C’è da aggiungere, per concludere, che questo processo sarebbe un buon motivo per raccogliere firme e adesioni e inoltrare una petizione al ministro dell’Ambiente perché vengano proibite una volta per tutte simili invasioni di mezzi motorizzati negli habitat naturali, soprattutto in montagna. (Ser)

2 thoughts on “Il raduno dei quad in tribunale

  • 18/11/2020 at 19:02
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    Io continuo a non fare finta di niente. Nonostante tutto. Una querela è un impegno, gravoso, di tempo, di denaro, di energie, di preoccupazioni, anche nella famiglia: quindi disarma. Ma è l’obiettivo del querelante. Grazie a Mountain Wilderness e a tanti bellunesi la querela è diventata uno strumento di lotta, contro i mezzi a motore in quota, su tutte le montagne italiane. Voi statemi vicini, venite a Belluno l’8 aprile e butteremo in faccia a chi mi ha querelato le offese che io e Mountain Wilderness dal signore abbiamo sempre ricevuto.

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  • 15/11/2020 at 11:21
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    INCREDIBILE E DA RESTARE SENZA PAROLA. Penso che l’associazione ‘Quad in Quota’”, sia stata autorizzata a fare questo evento. CHI HA AUTORIZZATO? Quante associazioni ambientaliste, delle OTTANTA riconosciute DAL MINISTERO DELL’AMBIENTE, hanno criticato questa manifestazione? E’ CHIARO CHE I PARTECIPANTI, NON SONO PERSONE CHE SI PREOCCUPANO DELL’AMBIENTE, DELLA NATURA, DELL’ECOSISTEMA, DELLA FLORA E FAUNA, DELL’INQUINAMENTO ACUSTICO ED AMBIENTALE. DEVONO DIVERTIRSI NELLA MONTAGNA LUNA PARK! Essere denunciati per difendere la natura? allora meglio FARSI I CAZZI SUA…!

    N.B. Purtroppo anch’io ho ricevuto DUE QUERELE PER QUESTO MOTIVO. ORA OSSERVO, MA FACCIO FINTA DI NIENTE.

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