Storico hotel demolito a Dobbiaco. L’ira di Sgarbi

“Chi lo vuole abbattere è un criminale. La mia ira come una maledizione cadrà su Dobbiaco e i suoi amministratori se butteranno giù l’Hotel Post”. Non le mandò a dire Vittorio Sgarbi. Ma sul destino dello storico Hotel Post di Dobbiaco (Bolzano) non ci sono ripensamenti. Verrà rifatto e in questi giorni le ruspe stanno completando la loro azione demolitrice.

Per farne cosa? Si spera che nella ridente cittadina della Val Pusteria non capiti quello che è successo alla vicina San Candido nel cui centro è stato piazzato il cosiddetto e per molti orrendo “cubo”: una struttura ideata, progettata e realizzata come luogo della musica, da qualche tempo al centro di accese discussioni e confronti.

Vittorio Sgarbi

Chiuso ormai da una decina d’anni, il Post di Dobbiaco era un albergo di origine asburgica. Per salvarlo tre anni fa si era mobilitato Sgarbi con la raccolta di oltre 4.000 firme. Ma il sindaco Martin Rienzer è stato irremovibile. L’edificio va abbattuto per motivi di sicurezza. Al suo posto nascerà un’altra struttura ricettiva. 

L’invito della raccolta firme era stato quello di sensibilizzare al rispetto del luogo, la piazza antistante la chiesa barocca. Una piazza che esteticamente si offre in una veste omogenea, con il vecchio ufficio postale ora restaurato e gli antichi alberghi di fronte all’hotel Post. 

One thought on “Storico hotel demolito a Dobbiaco. L’ira di Sgarbi

  • 14/11/2020 at 18:37
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    nulla da fare, i politici italioti e la complessità dell’architettura non sono compatibili

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