La montagna invernale secondo Mieli

Chi ama la montagna dovrebbe adoperarsi per un monumento a Paolo Mieli. Che sollievo sentirgli dire, a proposito degli impianti di risalita chiusi a Natale, che non si va in montagna solo per sciare con lo skipass. Che bello ascoltare dalla sua caratteristica voce pacata che in montagna ci si va anche per godere le tante bellezze che offre in pieno inverno, silenzi compresi. 

Paolo Mieli

No, non è stato il guru Mauro Corona a dirlo, troppo impegnato a piagnucolare per essere stato messo in castigo dalla Rai in seguito alle scemenze dette in diretta. E di sicuro avrebbe approfondito ulteriormente l’argomento montagna Mieli, già direttore del Corriere della Sera, storico, editorialista, se Simone Spezia che conduce ogni mattina Radio 24 dialogando con l’autorevole collega giornalista, a quel punto non si fosse inoltrato su un altro dei tanti argomenti sul tappeto. 

Palese è sembrata fin da quel lunedì 23 l’impossibilità che venisse accolta, anche nelle regioni che si troveranno in zona gialla, la richiesta dei governatori favorevole alla riapertura degli impianti da sci. Ma se le piste da discesa resteranno chiuse, niente altro la montagna avrà dunque da offrire? Mai sentito parlare di sentieri meccanicamente battuti (come in Engadina, per chilometri e chilometri…) per consentire salutari escursioni a piedi? Mai sentito dire di piste per gli slittini o di patinoir sul ghiaccio sia pure contingentati? Mai avuto sentore che con le pelli di foca sotto le solette degli sci si può salire dove osano le aquile?

L’opinione espressa da Mieli non deve, non può restare isolata. Già nei social ha fatto sentire la sua autorevole voce sull’argomento il giornalista e storico della montagna Stefano Ardito. “C’è una cosa che vorrei ricordare a tutti gli interessati”, ha spiegato Ardito nel suo sito FB. “Le situazioni ad alto pericolo di contagio, difficili da evitare nello sci di pista, non esistono praticamente nelle attività invernali naturali e alternative, dallo sci di fondo alle escursioni con le ciaspole, dallo scialpinismo allo slittino e alle passeggiate sui sentieri invernali battuti”. 

La situazione all’alba del 23 gennaio in un servizio del quotidiano La Repubblica. In apertura pista per fondisti in Engadina (ph. Serafin/MountCity).

Certo, il problema è serissimo come giustamente osserva Ardito. L’industria del turismo invernale fattura miliardi di euro, coinvolge milioni di clienti (più di 7 nell’inverno 2018-2019) e dà lavoro, considerando anche l’indotto, a centinaia di migliaia di persone. Occorre avere il massimo rispetto per tutti loro, come per tutte le categorie che nel 2020 hanno preso una legnata tremenda. Ma sappiamo tutti che nelle funivie, nelle cabinovie, e nelle code alle biglietterie e alle seggiovie il rischio di stare troppo vicini è reale. Sappiamo bene che, nel mese di marzo, località come l’austriaca Ischgl (ma anche molte italiane) hanno avuto un ruolo nella diffusione del Covid. 

Stefano Ardito

Che funzione può svolgere lo sci di fondo, che resta pur sempre un’attività alternativa a quello da discesa, per offrire un rimedio a questa triste situazione? L’invito agli interessati è di non dimenticare un semplice aspetto: dopotutto questa attività, il fondo, si propone già di per sé come idonea a rispettare le linee guida per evitare la diffusione del contagio. Qualcuno si è accorto che sui binari tracciati nella neve o lungo le ampie piste per lo skating, gli sci fungono da distanziatori “obbligati” per i praticanti? E che, essendo nulla la necessità di risalire le piste con gli impianti, non si registrano code ai botteghini? (Ser)

One thought on “La montagna invernale secondo Mieli

  • 25/11/2020 at 14:40
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    Direi che non c’è nulla da aggiungere; e come si diceva una volta chi ha più testa, la usi!!!! e non si guardi solo al guadagno immediato, perchè altrimenti saremo poi tutti a pagare sia in termini umani che economici. Bisogna fare quadrato, sapendo che alcune categorie ci rimetteranno economicamente e che dovrebbero però essere aiutate dallo stato in base a quanto dichiarato per le tasse negli anni precedenti. Guai a i furbi che pretendono, ma non pagano le tasse dovute!!

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