Incontri on line. Vita in montagna e clima che cambia

E’ probabile anzi certo che il mese di novembre che si conclude sia tra i più caldi della storia. Così capita a proposito l’incontro on line in occasione della rassegna “Fa’ la cosa giusta!” sul tema “La montagna italiana senza neve” in streaming sabato 28 novembre alle ore 21. L’assenza di neve naturale che si registra nelle località sciistiche è l’effetto indubbio del riscaldamento globale. Ne è convinto il climatologo Luca Mercalli intervenuto, sempre nell’ambito di “Fa’ la cosa giusta!”, il 27 novembre per presentare il suo libro “Salire in montagna”.

A discutere delle prospettive dello sci sabato 28 a “Fa’ la cosa giusta!” sono gli esperti e attivisti Luigi Casanova e Aldo Cucchiarini di Mountain Wilderness Italia, Ines Millesimi di Italia Nostra e, in veste di moderatore, lo scrittore e giornalista Paolo Paci. Organizza “Insieme nelle Terre di mezzo Onlus”. E’ della massima evidenza che il cambiamento climatico sta trasformando radicalmente il modo in cui possiamo “vivere” la montagna. Tuttavia, nonostante l’innalzamento delle temperature e la riduzione delle precipitazioni, si moltiplicano in Italia, dalle Alpi agli Appennini, progetti per realizzare nuovi impianti di risalita destinati allo sci di discesa. 

Paolo Paci (a destra con Hervé Barmasse) conduce l’incontro di “Fa’ la cosa giusta!” sulla “montagna italiana senza neve”. In apertura il climatologo Luca Mercalli racconta perché ha scelto di vivere in montagna. Sulla destra il conduttore Luca Martinelli.

L’incontro offre la possibilità di analizzare il problema per ripensare la fruizione della montagna. “Sono contento che a ‘Fa la cosa giusta!’ si possa parlare nella neve che non c’è e di un modello di sviluppo a senso unico che inizia a mostrare la corda”, spiega Paci, nuovo direttore scientifico della testata Meridiani Montagne (a partire dal numero di gennaio 2021). “Soprattutto questo modello mostra i suoi limiti alle soglie di quest’inverno, con le restrizioni dovute al Covid che amplificano la collisione tra l’emergenza climatica e tutti i problemi economici, sociali e ambientali che questa solleva. Siamo solo all’inizio di un cambiamento epocale, ed è giusto interrogarci su quale nuovo modello vogliamo nel nostro futuro. Sempre più cannoni? Impianti sempre più alti in quota? Oppure quello che potremmo chiamare un nuovo umanesimo della montagna? E una nuova imprenditoria, più creativa e sostenibile, che ridia vita al deserto (ambientale, culturale) delle stazioni sciistiche?”.

Sulla rinnovata tendenza a lasciare la città per vivere in montagna, un incontro viene intanto annunciato dal sociologo Andrea Membretti dell’Università di Torino. La diretta in streaming è in programma il 3 dicembre alle 17 (per partecipare questo è il link: https://www.facebook.com/events/381653539947796/). Quali sfide, ostacoli e opportunità affronta chi vuole costruirsi un futuro di vita e lavoro nelle aree montane? Nell’ambito della sperimentazione avviata in estate con lo sportello “Vivere e lavorare in montagna” viene proposto un momento di ascolto e dialogo con chi ha vissuto in prima persona questa esperienza. Ospite è lo scrittore Paolo Cognetti. Ascolteremo inoltre le testimonianze di Franco Guaschino e Ivo Negro, cittadini che hanno scelto di vivere in montagna e racconteranno il proprio vissuto. (Ser)

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