Luoghi del cuore. Monteviasco splendido e dimenticato

Fu grazie alla popolare trasmissione televisiva “Portobello” che nel 1989 nella lombarda val Veddasca, al confine con la Svizzera, venne attivata una funivia. Poca roba, ci stanno al massimo quindici persone. Dal 2018 però è bloccato quel piccolo impianto che collega il borgo in provincia di Varese al resto del mondo in alternativa ai circa 1400 gradini di una mulattiera che sale lassù dall’abitato di Curiglia. Adesso potrebbe essere il Fondo Ambiente Italiano a offrire un contributo per strappare all’isolamento Monteviasco, uno dei borghi più belli d’Italia. 

Monteviasco, dove vive una decina di persone, è infatti in buona posizione nella classifica dei “Luoghi del cuore” del Fai guidata dalla pittoresca ferrovia Cuneo-Nizza. Un buon motivo per richiamare l’attenzione di burocrati distratti e della Regione Lombardia che, covid o no, non ha fatto una piega in questi due anni per risolvere questo incancrenito problema. E dire che la funivia fa parte del trasporto pubblico locale della Regione. 

La funivia, unico mezzo per salire a Monteviasco (VA), è bloccata da due anni.

Senza la funivia il paese è isolato. Per questo si dice che Monteviasco è “appeso a un filo”. Perché la sua sopravvivenza dipende proprio da questo mezzo di trasporto. 

Le carte a quanto si legge sulla stampa locale ci sono, i lavori dovrebbero partire dopo il via libera del Ministero. In mancanza di Portobello, potrebbe allora essere il Fondo Ambiente Italiano a compiere il miracolo richiamando con la sua bella iniziativa un briciolo di attenzione su questa incresciosa situazione che si prolunga da troppo tempo. Qualunque sia l’epilogo della storia, la raccomandazione non può che essere quella di affacciarsi nel sito del Fai e votare per Monteviasco. Ne vale davvero la pena. (Ser)

Partecipare al referendum “I luoghi del cuore” del Fondo Ambiente Italiano è semplice. Qui una riproduzione della casella in cui esprimere il proprio voto.