Occhio alle palle (del toro)

L’animata vigilia della candidatura alle Olimpiadi invernali del 2026 riportò a galla un paio d’anni fa una rivalità che si pensava sepolta: quella tra Torino e Milano. “L’alleanza con Milano non esiste. Il nostro dossier è il migliore”, furono le parole di un’inacidita sindaca di Torino. Concetto ribadito all’epoca anche dai sindaci montani piemontesi per niente disposti a condividere con i colleghi lombardi gli oneri (tanti) e gli auspicabili onori dei Giochi. Poi vinse Milano insieme con Cortina e i milanesi si sfogarono con un impeto da curva nord a pestare i maroni del toro, simbolo di Torino, che sul pavimento della Galleria Vittorio Emanuele figura accanto a quelli di altre due città italiane: la lupa di Roma e il giglio di Firenze. 

Ammesso dunque e non concesso che tra Milano e Torino corra buon sangue, va detto che quello dei maroni pestati è semplicemente un rito scaramantico che rappresenta una grande attrazione per i milanesi e i turisti. Per la precisione, il rito consiste in questo: bisogna fare tre giri sulle palle dell’animale con il tallone del piede destro (altri dicono che, per ottenere la buona sorte, uno sia sufficiente).

Una volta per godersi lo spettacolo bastava affacciarsi alle finestre del Cai Milano che in Galleria aveva sede. Oggi in qualsiasi momento chi passa in Galleria non può che notare l’assembramento di gente intenta a schiacciare i maroni al toro.

Recentemente però, per effetto del lockdown e del rarefarsi di passanti e turisti documentato nell’immagine che publichiamo, il toro ha tirato un respiro di sollievo. I suoi venerabili testicoli, come si nota nella fotografia, sono stati lasciati in pace. Peccato per lui che, con il recente instaurarsi della zona arancione (e presto, si spera, gialla), la tregua sia finita e la gente abbia ripreso a circolare liberamente nel salotto di Milano.

I negozianti, come al termine del primo lockdown, hanno applicato le stesse norme di sicurezza per contrastare il contagio da coronavirus: ingressi contingentati, sanificazione delle mani e controllo della temperatura corporea. Anche il rito scaramantico è ripreso, sperando che funzioni. Una sola raccomandazione: va bene schiacciare i maroni al toro, ma niente assembramenti. Anche gli schiacciamenti di palle è giusto che siano fatti con criterio, cioè contingentati.(Ser)

Il salotto di Milano deserto in tempi di lockdown. Nessuno pesta, puramente per scaramanzia, i maroni del toro, simbolo di Torino…(ph. Serafin/MountCity)

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