Val di Funes, strage di pecore. L’intervento di Salewa

Un’originale e benemerita iniziativa del brand altoatesino Salewa, specializzato in prodotti tecnici per la montagna, è stata concepita per offrire sostegno ai pastori della Val di Funes. Il progetto ha l’obiettivo di contribuire concretamente alla ristrutturazione della malga Kofel utilizzata in estate dagli allevatori delle Villnösser Brillenschaf, le famose “pecore con gli occhiali”. Salewa donerà a questo scopo una somma equivalente al 20% di tutto il fatturato online del suo green friday. Sull’argomento mountcity.it ha chiesto un approfondimento all’amico giornalista Livio Sposito, alpinista, storico, scrittore e gran conoscitore della Val di Funes. Come sempre, con la sua abituale cortesia, Livio non si è fatto pregare. Buona lettura.

Il racconto di Livio Sposito

La più diffusa festa del consumismo moderno che porta il nome di Black Friday può anche apportare benefici all’ambiente, se gli imprenditori – che in questi giorni di start delle spese natalizie segnano i conti in nero (cioè in ricco utile) – si fanno venire la lungimirante idea di condividere parte del guadagno per il bene comune. Ne sanno qualcosa le pecore con gli occhiali della val di Funes, che grazie alla generosità della famiglia Oberrauch di Bolzano – alias attrezzatura per la montagna Salewa – il prossimo anno potranno essere sottratti alle voraci fauci di lupi e sciacalli dorati venuti dall’Oriente.

Le colpe del corona virus

C’è stato un piccolo dramma infatti la scorsa estate. La foresta si è inselvatichita nella primavera in seguito al blocco delle attività per il corona virus, era proibito persino andare a fare le passeggiate nel bosco e la fauna selvatica si è riappropriata del territorio. Già negli anni precedenti era stata segnalata qualche piccola incursione di lupi nella zona dello Sciliar cui erano seguite vivaci proteste dei pastori. Quest’anno la protesta, inferocita per le gravi perdite, è venuta dalla valle di Funes. Si è persino chiesto alle autorità provinciali l’autorizzazione ad imbracciare il fucile per tenere a bada i predatori più aggressivi.

Un patrimonio da difendere

E’ un piccolo patrimonio di qualità, quello che gli abitanti della valle, incastonata tra la val Gardena e la val Badia, in Alto Adige, cercano di difendere. E non è l’unica. Sprovvisti di impianti di risalita, salvo un piccolo skilift, gli operatori turistici cercano di valorizzare ciò che hanno, che sembra poco, ma in realtà è divenuto un tesoro raro: una natura incontaminata, un paesaggio rimasto intatto, vite condotte al ritmo della natura, sentieri che ti portano fino ai piedi della più fotografata catena dolomitica e che ti permettono di uscire di casa, dovunque ti trovi, senza usare la macchina.  “La valle per i bambini” era stato lo slogan inventato qualche anno fa. Contemporaneamente gli operatori turistici si erano accorti di avere delle pecore molto particolari, accuratamente selezionate, che si distinguono per il fatto di avere gli occhi cerchiati di nero, come se portassero gli occhiali. Gli allevatori, sotto la spinta dei giovani più intraprendenti, avevano messo in comune le energie costituendosi in consorzio, battezzato appunto “della pecora con gli occhiali”.

Livio Sposito

Ambiente selvaggio e affascinante

A Novembre ricorre ogni anno la festa gastronomica, che vede protagonista, e dunque vittima, l’animale. Lo stinco di pecora in umido va assaggiato. D’estate le greggi vengono portate all’alpeggio, sul Ruefen (Monte Covelo nella traduzione italiana), montagna che domina la frazione di Santa Maddalena, e che alla sommità offre un ambiente selvaggio ed affascinante, fatto di distese ondulate di verde interrotte da pinnacoli candidi di rocce dolomitiche. Non c’è rifugio né ricovero lassù, solo branchi di camosci, ora più rari in seguito a un’epidemia di rogna che li aveva decimati. Qualche raro alpinista sale i faticosi, impervi sentieri, per raggiungere l’attacco del percorso “Guenther Messner”, un sentiero attrezzato con chiodi e catene che corre tutto in cresta e vi porta fino ai piedi del sass di Putia. E’ stato tracciato da Reinhold Messner, che è nato in questa valle, e l’ha dedicato al fratello morto sul Nanga Parbat.

Lupi e sciacalli scatenati

In un angolo nascosto, ai piedi della forcella Covelo, a quota 2120 metri, si nota una piccola baita esposta al sole del mattino e riparata dai temporali che vengono da ovest, la Kofel Alm. Lì abita, d’estate, un ometto dalla folta barba brizzolata che sembra uscito dalle pagine del libro su Heidi, il pastore delle “pecore con gli occhiali”. Vicino alla baita c’è un grande canistro in plastica con l’acqua per le faccende quotidiane. La fontana dell’acqua potabile si trova però a una quarantina di minuti a piedi. Le pecore sono disseminate tutt’intorno, sugli ampi pendii erbosi un tempo affollati dai camosci. Per i lupi e gli sciacalli (canidi di dimensioni a cavallo tra il lupo e la volpe) è stato un facile banchetto. Si è contato un centinaio di capi uccisi. Dalla prossima estate sarà necessario aver costruito un ricovero dove rinchiudere ogni sera gli ovini per sottrarli ai predatori. Il capitale necessario ai lavori è stato fornito dalla ditta di abbigliamento e attrezzatura per la montagna, la Salewa, che ha donato il 20 per cento del fatturato online del green friday. E’ la scelta della società, che si rinnova ormai da tre anni, e si pone come obiettivo di contribuire concretamente alla sostenibilità ambientale.

Livio Sposito

Le più antiche, le più pregiate 

La pecora con gli occhiali è una delle razze più antiche dell’Europa: già nel ‘700 i contadini allevarono in Alto Adige il cosiddetto “Pötscher”, una pecora nota per i tipici disegni attorno agli occhi e sulle orecchie. Nel 1989 la pecora della Val di Funes è stata riconosciuta come razza indipendente. Si tratta di un’ibridazione tra la pecora bergamasca e la pecora padovana di cui ha assunto il disegno tipico attorno agli occhi. La pecora della Val di Funes ha diverse caratteristiche positive: è robusta, fornisce lana di altissima qualità (circa 4-5 kg ogni animale) ed è anche nota per la sua carne di ottima qualità. 

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