Montagna 4.0 FutureAlps. Olimpiadi e sviluppo del territorio

Il percorso Montagna 4.0 FutureAlps si è concluso mercoledì 2 dicembre 2020 a Bormio, dove è iniziato il 25 settembre. Si è trattato della terza edizione del ciclo di conferenze che prese il via nel 2017 per iniziativa del Comune di Bormio e della Società Economica Valtellinese alla quale dobbiamo il resoconto qui pubblicato: relativo, appunto, alla serata conclusiva del ciclo 4.0 FutureAlps sul tema “Eventi per il turismo alpino, quali benefici: condizioni e opportunità di sviluppo”, il cui interesse si è focalizzato in particolare sul ruolo della Valtellina nei Giochi olimpici del 2026.

La sfida della sostenibilità

Quest’anno Montagna 4.0 FutureAlps ha ampliato la rete di soggetti istituzionali, enti e partner coinvolti e ha assunto una connotazione itinerante organizzando le sei tappe nei diversi capoluoghi di mandamento della provincia di Sondrio. Di straordinario interesse si sono rivelati i temi affrontati nel corso dell’ultima giornata, che hanno riguardato le opportunità di sviluppo territoriale legate alla programmazione dei grandi eventi.

Quanto emerso nel laboratorio della mattina del 2 dicembre con gli studenti e nell’incontro pomeridiano con operatori e stakeholder è stato presentato nell’appuntamento serale, aperto alla popolazione, tenutosi da remoto a causa dell’emergenza Covid. La serata, coordinata dalla professoressa Maria Chiara Cattaneo, curatrice del percorso Montagna 4.0 e presidente del Comitato scientifico della Sev, si è sviluppata sui tre importanti contributi di Andrea Macchiavelli, Docente di Economia del Turismo presso l’Università di Bergamo, Ernesto Rigoni, Esperto e docente di Business dello Sport e consulente del Comitato promotore dei Campionati del Mondo di Sci alpino di Cortina, e Sergio Schena, componente del Cda del Comitato organizzatore dei Giochi olimpici invernali di Milano Cortina 2026.

Univoca l’opinione dei relatori sull’importanza ricoperta da eventi di rilievo come le Olimpiadi per lo sviluppo di un territorio, grazie al quale ne viene rafforzato il marchio e si ottiene il riposizionamento nella classifica delle singole destinazioni. Un’opportunità incredibile ma che richiede un grosso impegno nel pianificare percorsi condivisi, nell’individuare i punti di forza e distintivi da promuovere e, soprattutto, nel migliorare l’offerta turistica in una prospettiva di lungo termine e non finalizzata all’evento sportivo in sé. 

Il pericolo che si cela dietro a un grande evento può essere proprio quello di puntare esclusivamente sulla risonanza che esso può generare. In realtà le grandi manifestazioni hanno in genere una breve durata; determinante è invece la fase, spesso sottovalutata, del consolidamento dei risultati.

Ciò che adesso attende la Valtellina, in vista delle Olimpiadi del 2026, è un’attenta analisi della gestione del turismo anche alla luce della pandemia in corso che ha certamente influito nel generare una crescente richiesta di sicurezza e sostenibilità. Il turismo di prossimità si è fortemente affermato in questo ultimo anno, aprendo nuove prospettive di sviluppo; sempre più rilievo stanno assumendo le seconde case che da luoghi esclusivi di vacanza stanno diventando un’alternativa all’abitazione di residenza anche in risposta a nuove modalità lavorative, come lo smart working. Occorre pertanto pensare a politiche specifiche per questo segmento di ospiti che caratterizzerà sempre più le località valtellinesi.

Ciò che risulta determinante nel processo di pianificazione delle nuove strategie territoriali è la presenza di una governance autorevole e riconosciuta, che faciliti la condivisione di strategie e di intenti. La Valtellina, così come altre località di montagna, deve lavorare sui propri caratteri distintivi, metterli a fuoco, inserirli in un percorso coerente e sfruttare la visibilità data dai grandi eventi per promuoverli. Molti sono i punti a favore del territorio valtellinese nell’organizzazione di grandi eventi; non si tratta solo della pista Stelvio, una tra le più famose al mondo, ma anche della sua capacità organizzativa, ampiamente dimostrata in passato e in occasione delle gare di Coppa del Mondo, nell’affidabilità e competenza, nelle relazioni nei confronti della comunità e nella comunicazione esterna.

Marketing e comunicazione

Sergio Schena ha dato l’effettiva dimensione dell’evento Olimpiadi nei termini di ricaduta d’immagine e di visibilità verso nuovi mercati, tra cui quello orientale e americano. Darà l’opportunità di riqualificare il territorio, trovare e attuare soluzioni strategiche a favore della viabilità, migliorare strade, parcheggi e stazioni sciistiche, adeguare l’offerta ricettiva non tanto sui numeri

quanto sulla coerenza rispetto al target. I benefici supereranno di gran lunga i 58.000.000 di euro che sono stati stanziati per le opere sul territorio. Forse la più importante eredità lasciata da un grande evento come un’Olimpiade risiede nella capacità di lavorare insieme. La collaborazione, premessa imprescindibile per eventi globali, si manifesta quale modus operandi efficace, da mantenere in futuro.

Il piano di marketing e comunicazione dell’Olimpiade 2026 partirà da marzo 2021; per questa data sarà necessario identificare chiaramente il target e, naturalmente, le caratteristiche identitarie del territorio in grado di promuoverlo e distinguerlo nel panorama mondiale .

Tutti gli aggiornamenti su Montagna 4.0 FutureAlps sono disponibili sulla pagina Facebook della Società Economica Valtellinese (https://www.facebook.com/SocietaEconomicaValtellinese/). In apertura una veduta notturna di Bormio.

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