Dieci borgate modello tra Italia e Francia

Perfettamente integrate nell’ambiente, nel contesto economico e sociale, in linea con lo stile e i materiali della tradizione locale, edificate secondo gli standard più moderni per il risparmio energetico, in armonia con il territorio che le ospita. Sono queste le caratteristiche di dieci strutture modello inserite in zone rurali, individuate tra Italia e Francia. Le ha selezionate il “laboratorio” di Habit.A nelle Alpi del Sud, a cavallo tra Italia e Francia, fra Cuneese e Dipartimenti delle Hautes Alpes e delle Alpes de Haute Provence. 

L’iniziativa, partita nel 2015, ha avviato l’attività di ricerca nel 2017. I primi risultati dello studio sono arrivati nel 2019. E ora sono stati compiuti i passi finali per questo progetto transfrontaliero Italia-Francia del valore complessivo di 660.000 euro tra fondi europei e co-finanziamenti nazionali, guidato dall’Ordine degli Architetti di Cuneo. L’obiettivo raggiunto consiste nel definire un senso più ampio all’idea di sostenibilità di un intervento edilizio, guardando all’inserimento di questi nuovi parametri nel Protocollo Itaca, il protocollo nazionale per la valutazione a supporto delle politiche di incentivo all’edilizia. 

Le dieci architetture selezionate sono considerate “testimonial” del cambiamento di paradigma per costruzioni e ristrutturazioni. Tra queste architetture c’è la borgata Valliera a Castelmagno (nella foto), esempio di recupero anche a fini produttivi con il tradizionale formaggio. Un intervento, avvenuto tra il 2009 e il 2011, legato alla scelta di alcune famiglie di acquistare e ridare vita alla borgata. Tra le dieci perle anche “Lou Pourtoun”, una delle architetture che segnano la rinascita della borgata Sant’Antonio-Miribrart, a Ostana, e accoglie attività culturali per la comunità locale.

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