Le tante voci di “Fatti di Montagna”

La pandemia sta facendo emergere energia creativa e senso critico e non priva i giovani dell’ottimismo. E’ un’opinione che circola e lo prova “Fatti di Montagna”, probabilmente il più giovane e agguerrito dei siti di montagna, on line dall’11 febbraio 2020. Impossibile non ricordare che cosa sia stato quel febbraio. La tragedia in cui siamo tuttora immersi era solo agli inizi. Solo un giovane imprenditore determinato e un po’ filosofo come il milanese Luca Serenthà poteva nutrire la pazza idea di buttarsi anima e corpo in questo inedito “racconto della montagna che spazia con lo sguardo, ma non è generalista”.

I risultati fin qui raggiunti gli stanno dando ragione. Fatti e non solo parole, si è tentati di dire alla luce delle prime cifre fatte circolare che denotano una sicura avanzata sul web di questo sito composto di altri siti come in un colorito patchwork. Un’avanzata, ovviamente, che procede con passo alpino. Quasi 200 sono gli articoli pubblicati fino a questa sofferta vigilia delle festività natalizie, 8 sono i partner che formano la speciale redazione di FdM ai quali se ne andranno presto ad aggiungere altri, 11 sono le rubriche destinate ad aumentare di numero per toccare nuovi aspetti, 18 sono le firme illustri della montagna che con spirito di amicizia hanno accettato di portare il loro contribuito… 

Il lettore tipo, spiega Serenthà, appartiene a tutte le fasce d’età, ma più del 60% risulta sotto i 35. Ma ciò che più caratterizza “Fatti di Montagna” sono i podcast, quei contenuti digitali principalmente audio fruibili on demand su internet. Una modalità molto attuale e che sempre più si diffonde tra i media. Dai numeri di una ricerca Nilsen risulta che 13,9 milioni di persone nel 2020 abbiano ascoltato nel mondo almeno un podcast. E addirittura nove sono i podcast di cui “Fatti di Montagna” si è dotato. Con il risultato che sono finora on line più 100 episodi con più di 20 ore di audio. C’è molto da ascoltare dunque e anche da leggere in questo raccontare a più voci, su temi che toccano molte corde: dagli stili di vita nelle terre alte alle tecniche di ripresa fotografica in quota, dall’andarsene per sentieri “a sei zampe” alle novità sugli scaffali delle librerie.

Luca Serenthà, ideatore di “Fatti di Montagna”. Nella foto di apertura la Valsassina vista da Serenthà dall’alpe Paglio.

Novità di questi giorni è una sessione di prodotti “fatti per la montagna ma soprattutto fatti con un’attenzione particolare alla sostenibilità” come è richiesto dal manifesto di FdM. “Vogliamo sempre domandarci”, si legge infatti nel documento, “se stiamo facendo tutto il possibile perché il nostro agire non ipotechi negativamente il futuro della montagna, dell’ambiente in generale e di conseguenza il futuro di tutti noi”. Forse può bastare questa citazione per far capire con quale spirito Serenthà attraversi giorno dopo giorno con il suo sito terreni scoscesi e talvolta avvelenati.

“Sempre più sono convinto”, conclude Luca, “che la montagna per raccontarla bisogna conoscerla e perché la si conosca bisogna raccontarla. Ogni giorno di più mi sembra che un lavoro come quello di ‘Fatti di Montagna’ possa avere la sua utilità e sento il dovere di farlo sempre meglio con il fondamentale aiuto di partner e amici”.  (Ser)

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