Montagna che resiste. La bottega in val Pesio diventata un simbolo

Sempre più la montagna viene considerata sede privilegiata di risorse vitali e nuove sfide che non riguardano solo il costruire impianti di sci e piste da riempire di neve programmata. A raccontare la storia di Ottavia Biarese, 29 anni, era stato tra i primi Matteo Borgetto il 16 novembre sul quotidiano La Stampa. “Torna dopo la laurea e inaugura una bottega di tipicità a Chiusa Pesio”, era il titolo. Recentemente dell’iniziativa si è occupato anche il sito “Fatti di Montagna” con un podcast nel quadro dell’amichevole intesa che lega MountCity a questo sito a più voci curato da Luca Serenthà.

Ottavia, un passato come atleta dello sci di fondo, una laurea in Lettere e Filosofia, sabato 14 novembre ha coronato uno dei suoi sogni. A San Bartolomeo di Chiusa Pesio, ridente borgata a 15 km da Cuneo (il casello autostradale più vicino è quello di Mondovì sulla A6 Torino-Savona), in un locale dismesso, ha aperto un negozio di alimentari specializzato anche in formaggi tipici e prodotti di nicchia della valle.

La nuova attività a Chiusa Pesio (Cuneo) gestita da Ottavia Biarese, laureata in lettere e filosofia all’Università di Torino, è diventata un simbolo delle borgate di montagna che credono fermamente nella ripresa. 

Non è eccessivo affermare che Ottavia Biarese rappresenta un simbolo della montagna che resiste e non si arrende. In Val Pesio il turismo non può che essere all’insegna della sostenibilità. Così è sempre stato. Al punto che nel 2006, in occasione dei Giochi invernali in Piemonte, un referendum popolare bocciò l’ipotesi che il territorio potesse rientrare nel novero delle vallate olimpiche. Della determinazione di Ottavia è testimonianza la dedica autografa agli amici di mountcity.it che qui siamo lieti di pubblicare. 

“L’apertura di un negozio nonostante la pandemia”, ha detto il sindaco Claudio Baudino facendo visita alla bottega di Ottavia, “è la testimonianza che con l’impegno ognuno di noi può dare il suo contributo per far ripartire il nostro meraviglioso paese”. In apertura una veduta della celebre Certosa di Pesio.

Quello di Ottavia a Chiusa Pesio è un negozietto di paese dove un tempo c’erano gli uffici delle Poste. Per questo motivo si chiama “A veja Posta”. “Quando studiavo a Torino”, racconta Ottavia, “ogni volta che tornavo al paese cresceva la consapevolezza che il mio posto è qui. Amo l’ambiente di montagna, solo qui mi sento veramente me stessa. E ho capito il potenziale enorme della mia valle. Io che l’avevo sempre data per scontata. Così ho iniziato ad apprezzare la ‘lentezza’, i silenzi e la solitudine. Cose che, studiando in cittá, non potevo sentire”. 

Si è appreso che il padre Federico ha realizzato arredi e scaffali in legno per conferire al negozio un aspetto piacevolmente rustico, mentre la mamma Secondina e la sorella Martina si sono impegnate ad affiancarla nell’attività. “Per ora tuttavia parto da sola, con tantissimo entusiasmo e voglia di vincere questa scommessa”, dice Ottavia. “Sono convinta che il Covid, anche se sta facendo aumentare la povertà e la fame, stia accelerando un processo: la gente apprezzerà i negozi piccoli, la familiarità rispetto all’anonimato dei grandi centri commerciali. Al di là dei prodotti di qualità, la chiave di volta sarà il rapporto umano. Ci credo tanto, sono molto fiduciosa e determinata”.

I dati dell’Osservatorio regionale sul commercio indicano in Piemonte 81 comuni senza neanche un negozio. Tenere aperto bilanciando le spese e i ricavi richiede di usare tecniche da equilibrista…  Qui Ottavia Biarese nel servizio che le ha dedicato il quotidiano La Stampa. In apertura la celebre Certosa di Chiusa Pesio.

Ottavia è appassionata di letteratura classica, sia quella italiana sia quella straniera. Le piace fare foto e scrivere, perché scrivere per lei è “una valvola di sfogo enorme”. Non è sposata né fidanzata, non ancora. Vive sola e ha un cane, un border collie femmina di nome Audrey, che la accompagna nelle sue avventure alpine. 

“Il sogno della mia vita”, confida ancora Ottavia, “lo sto realizzando adesso ma mi piacerebbe potere assistere ancora una volta a un concerto degli U2 per ricordare un amico che mi manca sempre tanto. Il mio carattere? Beh, sono un tipo solitario, lo ammetto, ma credo di essere anche simpatica. O almeno, così mi dicono. Il valore più grande per me rimane l’umiltà. Quella che mi hanno insegnato le mie nonne”. La montagna ha in effetti bisogno di piccoli commercianti che mandino avanti i cosiddetti negozi di prossimità e le botteghe storiche dove sentirsi in famiglia. Forza Ottavia, in bocca al lupo. (Ser)

L’insegna della bottega di Ottavia Biarese a San Bartolomeo di Chiusa Pesio.

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