Qualità della vita. Montagne tra luci e ombre

Fa discutere il referendum del quotidiano economico “Il Sole 24 Ore” sulla qualità della vita nelle province italiane sulla base di 90 indicatori. Sul podio sono salite Bolzano e Trento (2° e 3° posto), mentre Aosta è solo settima ed è addirittura al 28° posto per ambiente e servizi. Ma non può compiacersi dei risultati, tra le province nel cui territorio si trovano valli rinomate e aperte al grande turismo, nemmeno Belluno, la provincia delle Dolomiti, che si colloca al 46° posto nella classifica. 

Nel 2019 Belluno era al 51° posto. Ma questa risalita è poca cosa rispetto al risultato degli anni precedenti. Nel 2018 Belluno aveva infatti ottenuto un’onorevole quarta posizione. Il crollo patito dal 2019 a oggi – che si può intendere come una sgradevole ombra gettata sulle Dolomiti – è dovuto principalmente al fatto che sono stati cambiati numerosi indicatori, e questi indicatori meglio dei precedenti fotografano i limiti e le difficoltà della montagna bellunese, che comprende una buona parte dei famosi “monti pallidi”, rispetto alle altre 107 province italiane. A pesare, in questo 2020, c’è di sicuro anche l’emergenza pandemica.

Le aree tematiche di analisi del referendum sono rimaste invariate: ricchezza e consumi, demografia e salute, affari e lavoro, ambiente e servizi, giustizia e sicurezza, cultura e tempo libero. La classifica generale premia Bologna, seguita come si è visto da Bolzano e Trento. Lo spopolamento che rappresenta un handicap della provincia di Belluno e di altre aree montane e periferiche è frutto anche della mancanza di servizi. La chiave per invertire la rotta non può dunque che essere quella di dare servizi. Per esempio negozi di vicinato come quello di Chiusa Pesio di cui si è recentemente parlato in MountCity. E poi maggior diffusione della banda larga. 

E’ stato constatato che negli ultimi anni la classifica del “Sole 24 Ore” ha premiato in particolare le zone più urbanizzate e “connesse”. “La qualità della vita nelle nostre vallate”, ammette un quotidiano di Belluno nel commentare la classifica, “è decisamente superiore a quella delle periferie dei grandi agglomerati urbani. È però necessario che le nostre vallate siano più facili da raggiungere e i residenti abbiano la possibilità di accedere più facilmente a quei servizi che si trovano fuori provincia, come ad esempio l’università. Accorciare le distanze tra montagna e pianura è fondamentale; e per questo servono infrastrutture”. Nella foto in apertura il Pelmo visto dalla Val Fiorentina. (Ser)

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