Addii. Padovani e le ceneri di Hillary

La notizia della scomparsa a Verona di Giovanni Padovani, illustre scrittore di montagna oltre che, nella sua seconda vita (o forse era la prima?), segretario della Cassa di Risparmio di Verona Vicenza e Belluno, non può passare inosservata a chi ebbe modo di apprezzare questa figura di gentleman delle vette che tanto si è adoperato per promuovere la cultura alpina attraverso l’organizzazione “Giovane montagna” di cui fece parte. 

Onnipresente dovunque la montagna fosse al centro dell’attenzione, TrentoFilmfestval in primis, Padovani si occupò a lungo, anche come direttore, della rivista “Giovane Montagna”, house organ della già citata organizzazione. “La Giovane Montagna”, si legge nel colofon della pubblicazione “è una associazione alpinistica – senza scopo di lucro – nata a Torino nel 1914 con l’obiettivo di proporre un alpinismo nel quale la componente tecnica non escluda i valori umani e spirituali”.

Sui valori umani e spirituali della montagna, Padovani si soffermò sempre con fermezza nei suoi innumerevoli scritti. Per meglio interpretare il pensiero di questo grande amico della montagna, niente di meglio sembrerebbe che ripercorrere, sul filo della sua prosa, la polemica sulle ceneri di Hillary, il conquistatore dell’Everest. Come noto, Hillary fece costruire scuole e ospedali, raccolse fondi in tutti i continenti, spese la vita che gli restava per le popolazione del Nepal. Lampade votive vennero accese alla sua morte nel 2008 nei templi buddisti del Nepal, dove ancora oggi si levano preghiere per la sua reincarnazione. Ma come metterla con la ventilata dispersione delle sue ceneri in vetta all’Everest? Padovani si adoperò, come molti altri, perché ciò non avvenisse. 

“Requiescat in pace il grande Hillary”, scrisse Padovani, “con le sue ceneri, magari onorate in un suggestivo villaggio della sua Nuova Zelanda, un luogo che più appropriato non potrebbe essere, tra mare, praterie e cime innevate. Varie considerazioni, non banali, invitano a tale ipotesi. Anzitutto per il rispetto di un luogo che prioritariamente è di altri, cioè di ‘uomini’ che sono ‘Altri’ per tradizione, cultura, sentimenti religiosi. Nel progetto emerso (la dispersione delle ceneri sull’Everest, NdR) vedo l’ingresso in spazi che non sono nostri. Se manca questo DNA di rispetto si deborda nella protervia del colonialismo praticato. In altre parole è il comportamento di chi si sente legittimato a esportare tutto quanto gli passa per la testa. Fermiamoci a pensare un attimo. La cultura (?) ludica dell’Occidente ha già fatto abbastanza guasti con questi comportamenti. Non è che queste iniziative evidenziano un vuoto di identità della società che le esprime?” 

Giovanni Padovani, scomparso l’11 dicembre a Verona, si batté nel 2008 perché le ceneri di sir Edmund Hillary (nella cartolina in apertura), non fossero disperse sull’Everest da lui conquistato. Ed ebbe partita vinta. 

“La devozione verso i defunti”, scrisse ancora Padovani, “mi pare segno di civiltà viva. Guardo con ammirazione ai cimiterini ove a lato della parrocchiale convivono tombe curate con amore e le fiammelle esprimono il dialogo tra chi è ancora qui e chi ha passato la soglia. Restino quindi le ceneri di Hillary in un cimiterino della Nuova Zelanda per ricordare a chi vi transiterà l’apicoltore Edmund Hillary, che ha portato l’uomo a toccare il tetto del mondo. Sarà, resterà, un segno di fondamentale civiltà, fuori da protagonismi e mode”.

Padovani ebbe ragione e vinse la sua battaglia contro questa per lui inappropriata dispersione di ceneri. Il 29 febbraio 2008 in una cerimonia privata la maggior parte delle ceneri di Hillary furono poi disperse nella baia di Auckland, mentre altre vennero tumulate in un monastero nepalese. Nel 2010 è stato annullato lo spargimento delle ceneri rimanenti. Anche i buddisti nepalesi, per i quali l’Everest è luogo sacro, dissentirono dal progetto. Dopo essere indicato come la pattumiera più alta del mondo, l’Everest non poteva diventare anche luogo di conferimento ceneri più alto del mondo! 

Giovanni Padovani se ne è andato con discrezione. Se n’è andata una persona per bene che ha amato la sua comunità e le sue montagne. E che ora le sue montagne, così come è stato scritto dagli amici della Cassa di Risparmio, le può ammirare da più vicino. (Ser)

One thought on “Addii. Padovani e le ceneri di Hillary

  • 22/12/2020 at 17:08
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    ho avuto l’onore di essere suo amico, persona colta e generosa, la sua perdita mi ha addolorato come quando persi i miei genitori

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