Vie storiche. Un passato da riscoprire a passo d’uomo

“VieStoriche” non è un sito per turisti, non segnala itinerari inventati per motivi economici, non indica luoghi dove soggiornare. Quando più di vent’anni anni fa iniziò la sua avventura in rete il sito si chiamava “Vie di pellegrini nel Medioevo” e si occupava di raccontare il viaggio e la vita dei primi turisti per fede. Nel tempo il sito ha continuato ad arricchirsi di saggi e approfondimenti e oggi è in grado di offrire un ampio settore denominato “Passeggiate ed escursioni sulle Vie Storiche” che viene qui illustrato da Dario Monti, appassionato ricercatore di antichi itinerari e ideatore con Rosalba Franchi di questo straordinario appuntamento on line con la storia.

Escursioni per tutti i gusti

Oltre quei monti sono altri monti ed altri ancora… e mille son, ed uom mortale giammai non li varcò“. Così Alessandro Manzoni descriveva le Alpi nel Medioevo di Adelchi. Forse una esagerazione pensando alle Alpi dei grandi passi storici come il Gran San Bernardo da cui passò Sigeric nel suo viaggio da Canterbury a Roma nel 990 documentando per la prima volta la via Francigena. Ma nello stesso Medioevo e per mille anni ancora intere generazioni di pastori e di commercianti mettevano a repentaglio la loro vita per necessità su strade,  ormai dimenticate, con prestazioni quotidiane estreme.

Nell’articolo “Dalla Val d’Aosta al Vallese in tre passi”, comparso in MountCity nel gennaio 2016 e in seguito anche su VieStoriche.net si racconta la storia di uomini che per sopravvivere portavano in spalla botticelle di vino Muscat fino a Sion attraversando anche in inverno tre passi di ghiacciaio a quasi tremila metri.

Il viaggio di Sigeric a cavallo o a dorso di mulo, intervallato da soste in castelli o strutture ecclesiastiche, era nulla a confronto come nulla sono le nostre allegre passeggiate lungo i cammini più o meno inventati che ormai attraversano in lungo e in largo il nostro Paese.

VieStoriche non è un sito per turisti, non segnala itinerari inventati per motivi economici, non indica luoghi dove soggiornare. Quando abbiamo iniziato la nostra avventura raccontando il Cammino di Santjago, il sito si chiamava “Vie di pellegrini nel Medioevo” e si occupava di raccontare il viaggio e la vita dei primi turisti per fede.  

Un tempo ci si spostava “peregrini” per raggiungere i luoghi santi, per calpestare la terra su cui hanno camminato Gesù ed i suoi apostoli ed il viaggio era considerato penitenziale e di preghiera. Ora c’è ancora chi viaggia nella storia per fede, chi per cultura, chi per avventura e anche per tutte queste motivazioni. Ma forse il motivo più segreto sta nella speranza di ritrovare le cose, i panorami, i sapori, gli odori, l’atmosfera di un tempo che non c’è più. Reliquie da riportare a casa, fotografie, ricordi, emozioni.

Vie Storiche è una raccolta di tutto questo, è la ricerca di reliquie, di tratti di strada, di luoghi in cui la Storia si è in qualche modo fermata ed ha lasciato le sue concrezioni. E’ la lettura di queste concrezioni nella speranza che ci raccontino qualcosa delle persone che sono passate  nei secoli.

Nella sezione “Passeggiate ed escursioni sulle Vie Storiche” è evidente questo proposito, i luoghi e le strade sono raccontate con gli occhi dei viaggiatori di un tempo, dei Romani, degli apostoli,  dei mercanti, dei Walser, dei personaggi famosi come Leonardo da Vinci, Montaigne, Platter ecc.

Sono per lo più passeggiate che necessitano poco impegno fisico e poco tempo, ma talvolta anche esperienze forti per chi desidera incamminarsi lungo le mulattiere alpine fino ai passi innevati fra  “monti tutti erti, nudi, tremendi, inabitati“. Ci capiterà di pensare ad Adelchi, o al cielo azzurro intenso di Leonardo nella sua salita al Monboso, oppure, se saremo fortunati, di ritrovare un Sesterzio lasciato in offerta al dio dei confini Terminus da qualche antico  viaggiatore romano.

Dario Monti

www.viestoriche.net

Nubi nella valle ai piedi di Torgnon. In apertura la strada romana per il Colle di Tenda, più sotto la cripta di San Pietro al Monte di Civate (ph. D. Monti/VieStoriche)

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