Mondiali di sci, due tipi di sostenibilità

Quale l’impatto sull’ambiente dei prossimi Mondiali di sci? In vista dell’evento è il momento di tirare le somme. Fanno discutere le dichiarazioni rilasciate il 28 dicembre 2020 al quotidiano La Repubblica da Susanna Sieff, Sustainability Manager di Cortina 2021. Tutte dettate da grande competenza e professionalità, eppure in singolare contrasto, secondo le associazioni ambientaliste, con la distruzione sistematica del paesaggio di Cortina per fare spazio alle nuove piste.

Mentre si avvicinano le date dei Mondiali in programma dall’8 al 21 febbraio, le polemiche tornano dunque a divampare. Questa volta sull’argomento, e sempre prendendo spunto dall’intervista a La Repubblica, si esprimono in un comunicato le associazioni Mountain Wilderness Italia, WWF O.A. Terre del Piave, Italia Nostra Consiglio Regionale del Veneto, Italia Nostra sezione di Belluno, LIBERA Cadore presidio Barbara Rizzo, Gruppo promotore Parco del Cadore e Comitato Peraltrestrade Carnia-Cadore.

“A una valutazione più attenta”, si legge nel citato comunicato con riferimento all’articolo su La Repubblica, “la questione centrale va oltre le parole pronunciate, non si sa se per convincimento o per ruolo, e tocca la sostanza stessa dell’idea di sostenibilità. Si tratta infatti di due opposte visioni, di due diversi modi di intendere la sostenibilità. Semplificando: SOSTENIBILITÀ CON o SENZA il territorio. Chi la intende SENZA il territorio può fare benissimo i bilanci ambientali come li propone Susanna Sieff, nei quali un albero vale un albero, e non conta ‘dove’ e ‘come’, per cui è possibile tagliare un albero (o diecimila) purché se ne ripianti una stessa quantità in un altro posto”.

“Chi intende la sostenibilità CON il territorio”, è spiegato poi nel comunicato, “considera le comunità e i sistemi che ne risultano (socio-economici, ecologici, meteoclimatici) nella loro unicità e peculiarità. In questa visione poco o nulla è vendibile, traslabile, fungibile se non a rischio di elevati costi in perdite e disfunzioni non reversibili non solo di paesaggio ma anche di storia, di cultura, di memorie, di identità”.

“Nel calcolo delle emissioni”, aveva precedentemente spiegato Susanna Sieff, “rientrano le attività di movimento terra per la realizzazione delle nuove piste da sci e della nuova viabilità ai piedi delle Tofane (proprio quelle che l’estate scorsa avevano attirato l’attenzione dei movimenti ambientalisti) ma anche l’impiego di materie prime come l’acciaio, utilizzate per il nuovo impianto funiviario fra Cortina e Col Druscié. Si tratta di calcoli molto complessi, certificati da un ente indipendente, secondo cui dovremmo arrivare a coprire il 100 per cento delle emissioni dirette generate dai campionati”.

Sul fronte delle foreste si è appreso, nell’intervista a La Repubblica, che in concomitanza con i Mondiali di sci è prevista la messa a dimora di circa 6 mila piante in un’area devastata dalla tempesta Vaia sull’altopiano di Asiago. Altri obiettivi? Il 60% degli acquisti vengono effettuati con criteri “green”; il 60% dei prodotti per la ristorazione sono di provenienza locale, certificati bio o “fair trade”; al 70% ammonta la raccolta differenziata e del 100% dovrebbe risultare l’energia verde che sulle Dolomiti è quella totalmente rinnovabile prodotta dalle centrali idroelettriche.

L’approccio, viene ribadito, è quello dell’economia circolare. “Le eccedenze alimentari saranno destinate a enti caritatevoli, mentre i chilometri di banner utilizzati per i campi di gara saranno riconsegnati ai produttori o comunque avviati a nuovi processi lavorativi per essere trasformati in altri prodotti, per esempio borse che saranno confezionate all’interno del carcere di Venezia”, ha concluso Susanna Sieff nell’intervista a La Repubblica. Chi si batte per un nuovo green deal del turismo invernale non può che prenderne atto. (Ser)

Ruspe in azione nei boschi di Cortina d’Ampezzo in vista dei Mondiali 2021. In apertura il Col Druscié dopo le…vistose trasformazioni.

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