Cantieri d’Alta Quota. In omaggio la monografia sul Vioz

Con la caduta del muro di Berlino nella Germania orientale si ricostituirono alcune delle sezioni storiche del DAV (Lipsia, Dresda, Brema). Gli archivi, rimasti a lungo inaccessibili, sono così stati di nuovo consultabili. E’ a questi archivi che ha attinto Francesco Groaz per ricostruire la storia della Capanna Vioz “Mantova” posta a guardia delle montagne trentine a 3.535 metri di quota. Ne è nata una preziosa monografia intitolata “Capanna Vioz Hutte – Un monte e un rifugio raccontano” che ora è possibile scaricare gratuitamente in pdf dal sito “Cantieri d’Alta Quota” contattabile anche tramite MountCity (cliccare nella home page alla voce “partners and friends”).

 
La monografia di Francesco Groaz sul rifugio più alto delle Alpi orientali è scaricabile gratuitamente dal sito Cantieri d’Alta Quota. 

Dal libro di Francesco Groaz si deduce che il vero “padre” del rifugio più alto delle Alpi Orientali fu il nonno dell’autore Francesco, guida alpina e oste di Cogolo. La proposta fu accolta nei primi anni del secolo scorso dalla Sezione di Halle che individuò sul Monte Vioz il luogo più adatto per la costruzione. Anche del progetto del sentiero che si inerpica lassù fu incaricato nonno Francesco. 

Il 2 agosto 1911 il rifugio fu finalmente inaugurato. Al termine della prima guerra mondiale, come altri del DuOAV passò in gestione alla Società Alpinisti Tridentini. Oggi il nuovo rifugio, inaugurato nel 1996, è gestito da Mario Casanova la cui famiglia è presente in questa struttura dal 1958. 

Lettere, fotografie, disegni di progetto e preventivi originali testimoniano nel libro gli sforzi economici dei costruttori, nonché le difficoltà tecniche del costruire in alta quota, in un’epoca in cui la tecnologia e i comfort ancora non alleggerivano la fatica dell’uomo; le tariffe applicate dal rifugio e dalle guide, così come i libri delle frequentazioni, documentano invece l’arrivo dell’alpinismo turistico nella Val di Sole.

Il rifugio Vioz ha subito due ristrutturazioni importanti, successive alla prima edificazione del 1911: la documentazione progettuale è in parte riportata nel volume che il curatore ha deciso di mettere liberamente a disposizione di tutti gli studiosi e degli appassionati affezionati a questi luoghi.

La struttura del rifugio rifatto di sana pianta dalla Sat e inaugurato nel 1996.

Nel frattempo, va aggiunto a margine che Teresina Monegatti Casanova, nata a Pejo nel 1945, dal 1958 in servizio al Vioz gestito dai fratelli Casanova (di cui sposerà Renato nel 1968), il 19 settembre 2020 è stata premiata a Pinzolo con la Targa d’Argento della Solidarietà Alpina per il suo lungo e silenzioso impegno al rifugio, dove crebbe i quattro figli; tra questi, Mario, subentrato poi nella conduzione del rifugio, per continuare la tradizione di famiglia.

“Esemplare figura di gestore di rifugio alpino”, si è letto nella motivazione del premio assegnato a Teresina, “ha trascorso una vita generosa di fatiche e di sacrifici al rifugio Mantova al Viòz, il più alto delle Alpi orientali (3.535 m), al servizio, insieme con la famiglia, degli amanti della montagna e di quanti avessero avuto bisogno di aiuto”. 

Lo stato maggiore del Cai all’inaugurazione del nuovo rifugio nel 1996. Secondo da sinistra è il presidente della Società Alpinisti Tridentini Luigi Zobele. Al suo fianco sulla sinistra nell’ordine Roberto De Martin, presidente generale del Cai, e Bruno Angelini direttore della Sat. (Ph. Serafin/MountCity)

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