Libertà per gli orsi! Il digiuno di Stefania e Barbara

I giornali non eccellono per completezza dell’informazione, figurarsi i blog. E nemmeno MountCity è senza peccato, ci mancherebbe. Tuttavia sarebbe stato disdicevole iniziare il 2021 senza un cenno allo sciopero della fame che da più di due mesi viene affrontato da due animaliste valtellinesi, Stefania Sbarra e Barbara Nosari. Lo scopo della loro protesta è ottenere la libertà per gli orsi rinchiusi nel recinto elettrificato del Casteller a Trento, ovvero del ben noto M49 “Papillon”, di M57 e di DJ3, quest’ultimo in gabbia ormai da anni.

Stefania e Barbara sperano anche di evitare con il loro sacrificio la cattura di un altro esemplare, l’orsa JJ4. Era stata colpevolmente omessa questa notizia nel dare l’annuncio, l’anno scorso in MountCity, di una lettera di Brigitte Bardot, la celebre BB, indirizzata al presidente del Trentino. Anche in questo caso lo scopo dell’attrice amica degli animali era quello di chiedere la liberazione degli orsi rinchiusi al Centro faunistico. Infine alcune regine del disco come Donatella Rettore, Marcella Bella e Paola Turci, tutte appassionate animaliste, hanno aderito alla proposta di postare le loro proteste in un video sui loro canali social. E anche di loro si è parlato in questo blog. 

Al centro delle preoccupazioni di Stefania e Barbara è la salute psico-fisica dei plantigradi. Peoccupazioni più che giustificate. Molti animali hanno grandi capacità intellettive ed emotive. Forse qualcuno ricorderà che molti scienziati sottoscrissero nel 2012 la “Dichiarazione di Cambridge sulla Coscienza” intendendo che la maggior parte degli animali è cosciente e consapevole allo stesso livello degli esseri umani.

Di recente, per concludere, anche la Lav (Lega anti vivisezione) ha denunciato l’illegalità della detenzione di un orso in particolare, l’ormai famoso M57. “L’orso M57 è rinchiuso al Casteller da mesi illegalmente”, fanno sapere alla Lav, “la sua cattura da parte della Provincia di Trento non è stata autorizzata e va liberato subito. Per questo abbiamo diffidato ancora una volta il Presidente della Provincia Maurizio Fugatti: se non provvederà alla liberazione dell’orso, lo denunceremo alla Corte dei Conti”. (Ser) 

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