Mondiali a porte chiuse. Il dramma di Cortina

Stato di emergenza da prorogare per altri sei mesi, stagione sciistica che salta, campionati mondiali di sci a Cortina a porte chiuse. Sono notizie e anticipazioni che non si vorrebbero mai leggere né ascoltare quelle diffuse mercoledì 13 gennaio su tutti i media. Impossibile non farne cenno in un blog dedicato alla montagna “tra zero e ottomila”, impensabile non doversene rammaricare pensando al cammino che ancora c’è da fare per uscire da questa tragica pandemia. 

Si legge sui giornali che le nuove limitazioni erano nell’aria. Nell’imminente Dpcm ci dovrebbe essere la proroga della data di apertura degli impianti di sci, all’inizio fissata per il 7 gennaio e poi posticipata al 18. Per quanto riguarda la “regina delle Dolomiti” l’indirizzo del Comitato Tecnico Scientifico conferma ciò che era apparso chiaro nelle ultime settimane: l’evento più importante per la stagione invernale 2020-21 si potrà fare ma con strettissime misure di contenimento del Covid-19. 

Tra le raccomandazioni, la permanenza per il minor tempo possibile degli atleti nella località di Cortina d’Ampezzo che già ospitò nel 1954 le Olimpiadi invernali facendo provvisoriamente dimenticare il clima di guerra fredda che ci attanagliava. Ma niente da fare. Sono ancora troppo negativi gli indici di contagio, troppa la pressione sugli ospedali per poter pensare a sciare. 

Ennesima fumata nera in vista per una stagione mai così bianca?

Fa niente se lo sci è uno sport che si pratica all’aria aperta osservando un protocollo di sicurezza. Fa niente se la risorsa delle ciaspole per andare a spasso sulla neve viene magnificata perfino nelle pagine del Corriere della Sera che di queste mirabolanti racchette non si era mai occupato. “Mi pare complicato vedere le scuole superiori chiuse e gli impianti di sci aperti”, ha ribadito in tv a “Che tempo che fa” il ministro della Salute Speranza.

E’ in ogni modo confermato che i Mondiali di Cortina si aprono il 7 febbraio con la tradizionale cerimonia. Le gare si tengono dall’8 al 21 febbraio, in palio 13 medaglie d’oro. L’anno scorso nella località ampezzana, a causa del Covid, erano state annullate le finali di Coppa del Mondo. Per i Mondiali si era ipotizzato uno spostamento al 2022, rientrato dopo che la federazione internazionale garantì una copertura economica in caso di annullamento sotto data dell’evento.

Rimane la grande preoccupazione per la mancata riapertura a breve degli impianti sciistici. Gli esperti del Comitato tecnico scientifico sottolineano che molte delle regioni in cui si trovano gli impianti sono proprio quelle dove la pandemia sta colpendo più duramente. E ci si aspetta l’ennesima fumata nera per una stagione mai così bianca. (Ser)

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