Piccoli montanari ci guardano

Negli anni Trenta e Quaranta del secolo scorso lo svizzero Emil Brunner (1908-1995), fotografo e appassionato alpinista, esplorò le montagne grigionesi immortalando 1700 bambini. “Brunner”, spiegò Ester Unterfinger in Swissinfo del 29 agosto 2020, “ha volutamente messo in scena i bimbi. Quasi sempre da soli, guardano frontalmente verso la fotocamera perfettamente messa a fuoco a breve distanza”. Sono testimonianze di un mondo che si è trasformato con il tempo e l’evolversi del turismo che tanto ha inciso sugli stili di vita dei montanari. Ribelli, paurosi, felici, tristi o orgogliosi, i volti dei bambini ancora oggi ci parlano. E soprattutto ci guardano e raccontano di quella loro remota Arcadia.

L’impressione è che ci sia un senso di sfida nello sguardo di questi bambini. Si direbbero cresciuti in buona salute – mortalità infantile a parte che all’epoca picchiava duro – benché fossero a loro ignoti omogeneizzati, integratori, preparati multivitaminici. Erano bambini che, nonostante i rigori di inverni che per mesi non davano tregua, si sono sfamati con qualche fetta di polenta in mancanza di merendine preconfezionate, barattoli di Nutella, Coca Cola Zero e via elencando. 

Qui una delle immagini scattate nell’Oberland grigionese (Emil Brunner/Fotostiftung Schweiz, Sammlung Hugger). Un’immagine incantevole, a dir poco. (Ser)

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