Marcialonga a tutti i costi

La Marcialonga come il festival di Sanremo? Niente pubblico probabilmente al teatro Ariston e niente pubblico ai margini della corsa ma deserto e silenzio domenica 31 gennaio tutt’intono alla pista di 70 chilometri nelle valli di Fiemme e di Fassa. Questi gli scenari nei due casi citati. Lo impone l’attuale Dpcm in vigore fino al 5 marzo che non consente spettacoli aperti al pubblico nei teatri e nei cinema anche all’aperto. Da settimane il conduttore di Sanremo, il collaudato Amadeus, va ripetendo che il festival si svolgerà solo se il pubblico potrà essere presente. Invece i dirigenti della maratona del Trentino non demordono facendo di tutto perché la quarantottesima edizione, sia pure ridotta ai minimi termini, non venga annullata con ricadute ulteriormente negative nei bilanci.

Uno spettacolo certamente la Marcialonga lo è per cui è giusto che (the show must go on…) tale spettacolo debba continuare. Ma che cosa può mai essere essere la variopinta, festosa maratona senza il pubblico che fa il tifo incoraggiando i corridori e qualche volta sbellicandosi dalle risate davanti ai grovigli di “bisonti” in caduta libera? Tanto varrebbe, si fa per dire, rinunciare alla corsa e valutare l’ipotesi di figuranti. Ovvero accettare, per assurdo, che a fare il tifo e a bucare gli schermi sia un gruppo di persone sotto contratto, pagate e tamponate.

La maratona arriva quest’anno al traguardo del mezzo secolo.

Il regolamento però, in linea con l’emergenza sanitaria, non scherza. Zona di partenza e arrivo saranno chiuse e accessibili soltanto alla sparuta schiera dei concorrenti. Lungo la pista ci saranno dei controllori per regolamentare l’eventuale assembramento di spettatori nel presupposto, per l’appunto, che alla manifestazione non può essere presente il pubblico. E poi, secondo le disposizioni governative, potranno muoversi per raggiungere le valli di Fiemme e Fassa solo i concorrenti regolarmente iscritti in possesso della tessera FISI, indipendentemente dal colore della propria regione.

Davvero, si sussurra in questi giorni di vigilia, l’accesso alla pista sarà riservato soltanto ai corridori vaccinati? Per carità, si tratta di una battuta. Ma l’argomento continua ad appassionare sui social con reiterati inviti agli organizzatori perché cancellino la quarantottesima edizione così come ha fatto la Valle d’Aosta annullando quest’anno lo storico Trofeo Mezzalama. Comunque vadano le cose, in questi periodi di pandemia nulla è da considerare normale. Dunque il 31 gennaio anche la Marcialonga 2021 nelle Valli di Fiemme e Fassa, se davvero si farà, non può che essere una “special version”. 

Il presidente Angelo Corradini

Sono state eliminate a quanto si apprende tutte quelle attività che prima creavano assembramento e soprattutto risultano difficili da controllare. Dunque niente più attraversamenti dei paesi, dove possibile. Annullate cerimonie e premiazioni, eventi collaterali, ragazze in costume, corpi bandistici, bancarelle di zucchero filato e così via.

Particolare attenzione è stata posta ai ristori. In una gara così lunga, con i 70 chilometri che da Moena conducono a Canazei e poi ridiscendono la Val di Fassa e la Val di Fiemme per culminare sul tradizionale traguardo di Cavalese, i rifornimenti per i concorrenti sono fondamentali. Per ristorarsi, ritemprarsi, scambiare due chiacchiere, aspettare il compagno attardato.

Gli organizzatori assicurano che sono stati mantenuti i classici punti di rifornimento ma con corsie allungate in modo da non creare assembramenti. I prodotti a disposizione saranno confezionati. Niente self service. Quindi non più passaggio volante, per non perdere tempo, di alimenti o di liquidi. Inoltre i volontari presidieranno le postazioni con mascherine, guanti e dove opportuno con le visiere, e consegneranno dai tavoli i prodotti necessari per reintegrare le energie.

Anche l’area di partenza è stata studiata con particolare attenzione, premesso che il cronometraggio, ormai da anni, avviene nella modalità real time, con la rilevazione del tempo nel momento esatto in cui il concorrente passa sulla linea di partenza. “Ormai la gente e gli sportivi sono abituati a mantenere le distanze, a usare le mascherine”, osserva fiducioso il presidente Angelo Corradini. “C’è in giro un grande senso di responsabilità e dunque anche in questa occasione sono convinto che si possa contare sul corretto comportamento dei concorrenti”.

Salvo improvvisi cambiamenti normativi o peggioramenti della situazione sanitaria, la Marcialonga del cinquantenario andrà dunque in scena domenica 31 gennaio. Chi non ha potuto allenarsi, chi ha problemi a spostarsi o comunque non se la sente di partecipare, ha già avuto modo di trasferire la propria iscrizione sull’edizione 2022. Che sarà una festa del fondo da mille una notte, o almeno questo è l’augurio di tutti gli appassionati del meraviglioso sci nordico. Le info sono sul sito www.marcialonga.it (Ser)

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