Rigoni Stern e Zanzotto, il centenario unisce due grandi

Il centenario unisce nel 2021 Mario Rigoni Stern (1921-2008) e Andrea Zanzotto (1921-2011), due letterati tra i più grandi del Novecento italiano che furono legati da amicizia e stima. Diverse sono le iniziative in preparazione, anche se un ritardo del Governo nel varo dei due Comitati per le celebrazioni sotto l’egida degli enti locali e della Regione Veneto sta rischiando di pregiudicarne l’avvio in tempo utile. I due Comuni natali degli scrittori, Asiago e Pieve di Soligo, si stanno a questo proposito mobilitando presso il Ministero per stringere i tempi. E ancora una volta le strade di Rigoni Stern e di Zanzotto si intrecciano: l’Università di Padova sta organizzando sulle loro figure due convegni di studio, il 12 e 13 novembre per Zanzotto e il 17 e 18 dicembre per Rigoni Stern.

Per quanto riguarda Rigoni Stern, il celebre “sergente nella neve” sopravvissuto ai lager e alla tragica partecipazione italiana alla guerra di Russia, è anche in preparazione il premio che gli viene da undici anni dedicato. La cerimonia della consegna è annunciata per settembre. Dal mese di novembre dovrebbero invece svolgersi in suo onore convegni, mostre, concorsi per le scuole, simposi internazionali, in collaborazione con le università Sapienza di Roma e Sorbona di Parigi. 

L’obiettivo del sindaco di Asiago Roberto Rigoni Stern, presidente del Comitato per le celebrazioni, e di Michela Rodeghiero, consigliere delegato alla cultura, è riaffermare l’universalità del messaggio di Rigoni Stern, soprattutto valorizzando il tema del rapporto fra uomo e natura che era uno dei temi portanti della sua opera e il terreno di dialogo più fecondo con l’amico poeta Zanzotto. 

Di Zanzotto si deve anche celebrare il decennale della morte, avvenuta il 18 ottobre 2011, ad appena otto giorni dal suo novantesimo compleanno. Le iniziative per il grande poeta richiameranno alcuni giovani artisti per realizzare installazioni nei luoghi da lui frequentati. Altri eventi coinvolgeranno la Fondazione Querini Stampalia di Venezia e saranno promossi dalla Fondazione Casa Natale di Andrea Zanzotto.

E’ noto che le Alpi furono per Rigoni Stern un vero scrigno di valori, non solo paesaggistici e ambientali, ma soprattutto umani: un universo etico che lo scrittore, dal “ritorno a baita” vagheggiato nel gelo di una steppa macchiata dagli orrori della guerra, non ha mai cessato di perseguire, come narratore, ma anche come intellettuale. 

In apertura Mario Rigoni Stern (1921-2008) tiene sottobraccio l’amico poeta Andrea Zanzotto (1921-2011) a una cerimonia per la consegna del premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti” (ph. Serafin/MountCity). Qui la locandina del premio letterario che gli è annualmente dedicato.

Più attuale che mai è anche l’invito di Rigoni Stern a frequentare la montagna con prudenza e preparazione. “Chi va per vette e le sale”, scrisse, “dovrebbe anche sapere il rischio, prevedere il tempo, conoscere le proprie forze e le proprie risorse; troppe volte agli sprovveduti capita di mettere in pericolo la vita dei soccorritori. Gli uomini del soccorso alpino sono sempre pronti alle chiamate e intervengono con immediatezza senza chiedersi la gravità o meno dell’intervento, o chi chiama, o se è giorno o notte; vanno in soccorso lasciando il lavoro o il letto; vanno con le loro attrezzature pieni di forza e di speranza. Non si aspettano retribuzioni, solamente un grazie e un bicchiere di vino. Non allarmiamoli per cose da poco”. 

Rigoni Stern scrisse queste parole nella prefazione del volume “Soccorsi in montagna” (Grafiche Ferrari, Clusone) curato nel 2004 da Roberto e Matteo Serafin in occasione del cinquantenario del Corpo nazionale del soccorso alpino e speleologico. Risale a quegli anni anche il numero speciale della rivista Meridiani Montagne con una sua estrema e preziosa testimonianza dal titolo “Dentro la memoria, scritti dall’Altipiano”: il fascicolo venne curato da Giuseppe Mendicino considerato il biografo ufficiale del celebre, indimenticabile “sergente nella neve”. (Ser)

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