Gite e limitazioni, ultimi chiarimenti

Ultimissime: la montagna non sempre rende liberi. MountCity se lo era chiesto in modo provocatorio il 20 gennaio a fronte del disagio manifestato in nome di una libertà violata – a giudizio di molti appassionati di escursioni – dalle disposizioni restrittive del Governo. “Occorre sancire in modo definitivo”, dichiarò in modo ultimativo l’Uncem (unione dei comuni montani), “che le attività sportive amatoriali sulla neve, in particolare ciaspole e scialpinismo, passeggiate e gite, si possono svolgere raggiungendo tutte le località montane”. Diversamente sembra ora pensarla il Cai Veneto che ha stoppato fino a metà febbraio escursioni e attività in ambiente montano. E chiede di seguirlo.

Al Consiglio dei Ministri si rivolse il 21 gennaio la Presidenza del Club Alpino Italiano per avere chiarimenti sull’ultimo DPCM. La risposta è arrivata. A seguito del quesito il Ministero dell’Interno il 28 gennaio ha inviato al Cai la seguente nota di riscontro: 

Si fa riferimento alla nota dello scorso 21 gennaio, con la quale è stato richiesto l’avviso di questo Ufficio in merito alla corretta applicazione delle disposizioni del D.P.C.M. del 14 gennaio 2021 in relazione allo svolgimento di attività sportive. Al riguardo, si richiamano gli orientamenti espressi con le FAQ recentemente pubblicate sul sito istituzionale www.governo.it (Sezione “Spostamenti”), nelle quali, con riferimento alla diversa classificazione dei vari territori regionali, viene precisato che:

• in area gialla è possibile recarsi in un altro Comune, dalle 5.00 alle 22.00, per fare attività motoria o sportiva, purché si trovi nella stessa Regione o Provincia autonoma (quest’ultima limitazione è prevista fino al 15 febbraio 2021);

• in area arancione è possibile recarsi in un altro Comune, dalle 5.00 alle 22.00, per fare attività sportiva solo qualora questa non sia disponibile nel proprio Comune (per esempio, nel caso in cui non ci siano campi da tennis), purché si trovi nella stessa Regione o Provincia autonoma;

• in area rossa è consentito svolgere l’attività sportiva esclusivamente nell’ambito del territorio del proprio Comune, dalle 5.00 alle 22.00”.

Opportuna appare la decisione del Cai del Veneto di bloccare fino a metà febbraio escursioni e attività in ambiente montano. Ne ha dato l’annuncio il 25 gennaio il Corriere delle Alpi nell’edizione di Belluno. “Siamo consapevoli che l’Italia sta affrontando un’emergenza sanitaria senza eguali pertanto, mai come adesso, è saggio posticipare le attività di gruppo”, ha affermato, a quanto si legge su quel giornale, il presidente regionale del Veneto Renato Frigo, “per evitare possibili contagi. Come Cai riteniamo che la limitazione degli ambienti montani debba essere condivisa da tutti, senza alcuna eccezione a favore di pochi”.

Per ora una passeggiata in mezzo alla natura, naturalmente distanziati e naturalmente respirando una boccata di ossigeno, possono permettersela solo i residenti o domiciliati in comuni dove è possibile praticare attività motorie sulla neve. Chi ha i mezzi può, in Valle d’Aosta, addirittura farsi delle belle discese con gli sci in neve fresca usando l’elicottero e dribblando così le restrizioni per la lotta al coronavirus che impongono la chiusura degli impianti di risalita. Sembra accertato che la pandemia, con le restrizioni che comporta, non sia uguale per tutti. (Ser)

In apertura ciaspe a Cortina (www.bandion.it).

Un sogno per molti ancora irrealizzabile. 

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