Letture. Quattro amici sul filo della crisi climatica

Con gli sci e le pelli di foca dalla Val Malenco a Davos: il nuovo libro della guida alpina Marco Tosi racconta la montagna ai tempi dell’emergenza e invita a riflettere sulla necessità di un approccio diverso alle terre alte, curva dopo curva. Dell’uscita del volume “Sciare in un mondo fragile – Quattro amici sul filo della crisi climatica” dà cortesemente l’annuncio Simonetta Radice, titolare di MonteRosa Edizioni, precisando che il libro (Collana “Gli ellebori”, 160 pagine, 15,90 euro) contiene un inserto di 16 pagine di fotografie a colori di Luca Fontana con le geniali illustrazioni della guida alpina Michele Comi, un motivo in più per godersi il racconto del raid compiuto nel gennaio 2020 da quattro amici. 

Il quartetto decise quel mese, ignari come tutti dell’incombente pandemia, di raggiungere la svizzera Davos in occasione del World Economic Forum per unirsi agli attivisti di Fridays for Future, il movimento ambientalista internazionale di protesta ispirato ai famosi venerdì di Greta Thunberg. Giovanni Montagnani, Marco Tosi, Luca Fontana e Michele Dondi scelsero così di partire in treno da Busto Arsizio e, appena possibile, di raggiungere la città svizzera con gli sci. 

Quel viaggio di quattro giorni ha portato il quartetto ad ammirare la bellezza di ambienti all’apparenza incontaminati ma anche a interrogarsi sul futuro dell’ambiente che ci circonda e sull’impatto ecologico di ogni nostra azione. Il libro vuole essere una riflessione sul modello di fruizione della montagna. Esiste un modo più consapevole e attento di frequentare i luoghi selvaggi? Possiamo pensare a un approccio alle terre alte che si emancipi dalla logica del turismo mordi e fuggi, della vetta a tutti i costi, del selfie su Instagram? È possibile abbandonare l’approccio “estrattivista” che considera le risorse naturali – e di conseguenza anche la montagna stessa – come infinita fonte di altrettanto infinito profitto? 

Di sicuro non esistono soluzioni semplici a problemi tanto complessi, ma è possibile avanzare qualche ipotesi. Come per l’appunto accade in queste pagine. “Non eravamo alla ricerca della difficoltà, né volevamo mettere alla prova la nostra tecnica”, spiega l’autore. “Non ci interessava la velocità e non siamo stati particolarmente attenti all’estetica delle nostre linee. Non eravamo a caccia di panorami mozzafiato ma di quelli di cui madre natura è prodiga. E ne abbiamo avuti tanti. Abbiamo cercato di vivere in modo il più possibile autentico la connessione con gli ambienti che abbiamo attraversato, stando attenti a cogliere tutti i segnali che da essi abbiamo ricevuto”.

Va precisato che Marco Tosi è Guida alpina dal 1996. Alpinista polivalente, ha al suo attivo tante salite di alta difficoltà su roccia, ghiaccio e misto lungo tutto l’arco alpino nonché prime ascensioni su diverse cascate di ghiaccio. Appassionato delle montagne della val d’Ossola, è proprietario del rifugio Monte Zeus in valle Antigorio che ha gestito per 15 anni. Da più di 20 anni partecipa a gare di corsa in montagna e di scialpinismo, tra cui 10 edizioni del Mezzalama e 5 della Pierra Menta. Durante una spedizione alle isole Svalbard ha effettuato nuove salite e discese di sci ripido sulle montagne intorno al Trygvebreen. Nel 1996 ha salito il Cho Oyu (8201 m) con un’ascensione in stile leggero, senza portatori né ossigeno supplementare.

monterosaedizioni@gmail.com

Commenta la notizia.