Sindaci antispopolamento alla riscossa

Contro lo spopolamento nelle Alpi e negli Appennini l’extrema ratio evidentemente per i piccoli Comuni può risultare quella di mettere in vendita case ormai fatiscenti a prezzi stracciati. Un euro è quanto chiede Oyace (Aosta), paese di 200 abitanti, il primo comune della val di Bionaz che si divide dalla Valpelline a monte di Aosta a 1377 metri sulla destra orografica del torrente Buthier. Subito si è registrato un boom di richieste anche se al momento non ci sono ancora case disponibili, quindi non c’è ancora un catalogo con le proposte, come sottolinea il sindaco Stefania Clos. 

Oyace, paese di 200 abitanti, è il primo comune della val di Bionaz che si divide dalla Valpelline a monte di Aosta. In apertura la sindaca Stefania Clos.

Case in vendita a un euro sono state offerte qualche tempo fa anche a Borgomezzavalle, comune della valle Antrona, una laterale dell’Ossola a 530 metri di quota. Molte case in effetti in questo paese cadono a pezzi e la fuga degli abitanti pare inarrestabile. Nel 1971 erano 714, ora sono poco più di 300. Visto che molti dei proprietari di queste case abbandonate sono ormai irreperibili, il comune ha deciso di farsi carico di tutte le pratiche burocratiche. Compito dell’acquirente sarebbe di presentare entro due anni dall’acquisto la pratica edilizia di ristrutturazione. 

Marco Guerrini, sindaco di Carrega Ligure (Alessandria)

Lo spopolamento minaccia da tempo anche Carrega Ligure in Alta Val Borbera in provincia di Alessandria. A partire dalla fine dell’Ottocento molti abitanti sono stati costretti a emigrare verso le Americhe lasciando alcune abitazioni al loro triste declino. Una decina d’anni fa il progetto “Case a 1 euro” avrebbe dovuto arrestare questo degrado permettendo ai sottoscrittori di ristrutturare le case nel rispetto dell’architettura originale e dell’ambiente in cui furono costruite. Non se ne fece niente, ma oggi il sindaco Marco Guerrini, architetto, non demorde. “Venite ad abitare quassù: poche tasse e un ambiente unico”, è il suo slogan per attirare nuovi residenti. 

“Spesso gli immobili in disuso o fatiscenti entrano nel dimenticatoio dei proprietari, che in alcuni casi sono anche numerosi. Vogliamo aiutarli a ‘disfarsene’, vendendoli al prezzo simbolico di un euro. Allo stesso tempo, miriamo a riqualificare il Comune”, spiega la sindaca di Oyace. 

Cinquantanove abitanti: anche il Comune di Rima nella Valsesia medioevale, un borgo di origini walser ricco di storia e di opere d’arte, rischia lo spopolamento totale. Anche perché molti cittadini sono over ottanta. Per questo motivo il sindaco Mario Rosa lanciò nel 2017 un appello attraverso le pagine de La Stampa: “Venite ad abitare a Rima”. “E’ garantita la connessione a internet e abbiamo un nuovo scuolabus preso in convenzione con i Comuni di Carcoforo e Rimasco, e poi strutture ricettive. Insomma, le offerte non mancano”, assicurò il sindaco. 

Le occasioni insomma non mancano per chi medita una fuga dalle città inquinate dove il virus circola più volentieri. Questo aspetto giustificherebbe la vitalità delle Terre Alte illustrata già nel 2019 dall’opuscolo “L’economia della montagna” diffuso dal Sole 24 Ore.

Un dato su tutti salta all’occhio in queste pagine: fra il 2004 e il 2014 la popolazione montana nel suo complesso è cresciuta dall’1,3 per cento. Dopo la grande emorragia avvenuta per lo più fra gli anni Cinquanta e gli anni Novanta con la fuga verso le città industrializzate, il processo di impoverimento demografico si è stabilizzato: addirittura, in una provincia come l’Alto Adige si arriva a parlare di un “boom”: a quanto si legge nella pubblicazione citata il numero di abitanti continua a crescere, passando dai 504.643 abitanti del 2011 ai 527.750 abitanti a fine 2017. (Ser)

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