Passeggiate poetiche. Quattro “moschettieri” si raccontano

Camminando s’impara. Ne sanno qualcosa i giovanissimi Saro, Janosh, Elio e Giulio che per un giorno hanno fatto lezione “in presenza” in un’aula particolare, piacevolmente immersa negli olivi con il mare sullo sfondo. E’ stata un’occasione per raccontare e raccontarsi in poesia e in prosa seguendo il loro intuito: da quei moschettieri che si definiscono e che un po’ sicuramente lo sono. Grazie per il gentile contributo, alla prossima carissimi Saro, Janosh, Elio e Giulio. 

Siamo quattro moschettieri: Saro, Janosh, Elio e Giulio. Innanzi tutto ci descriviamo. Saro è di statura media, con il codino, lo porta sempre e porta anche gli occhiali, è simpatico e ha gli occhi di color marrone e i capelli castano chiaro, la sua passione è l’atletica, gli piace il nuoto e suona il piano. Janosch è alto e ha i rasta marroni, ha un abbigliamento largo, ama il fresbee, il parcour e suona il sax. Elio lo conosci bene. Ultimamente è diventato ancora più alto, pratica il fresbee e gli piace il basket, suona il piano e costruisce modellini di barche. Giulio ha i capelli neri e lisci, ama il mare e la montagna e dormire. La mamma di Elio ci ha proposto di fare delle passeggiate poetiche e siamo felici di mandarti le nostre poesie e il racconto della nostra escursione. Ciao e a presto!

Saro, Janosh, Elio e Giulio

LE POESIE

Montagne 

Montagne,

giganti vittime

del lungo sonno.

Montagne,

cumuli di

terre e rocce

tenute dalle radici

dei maestosi

alberi.

(Elio)

Ciclamino

Vasta distesa

di foglie vive, luccicanti,

occhi di un uomo in estate

(Saro)

Fuoco 

Fuoco,

sole che riscalda tutto il cuore.

Fuoco,

caldo abbraccio della mamma

(Giulio)

Elio

Piccolo sole del Caffaggio,

diavoletto,

piccolo ulivo,

capelli di cactus,

occhi di foglie appena nate,

labbra fragole di bosco,

naso di montagna erosa dai venti

(Janosh)

IL RACCONTO  

Tra gli olivi e nella boscaglia

Siamo partiti da una strada pianeggiante. Guardando verso Ovest si vede il mare. E’ azzurro vivace, sembra come il cielo sulla terra. Ha piovuto molto in questi ultimi giorni e la strada è piena di fango e pozze d’acqua che sembrano mari per le formiche. Ai lati della strada ci sono molti rovi: tanti porcospini della flora selvatica.

Il paese di Nicola sta sulla collina come un bambino che gioca con il suo cappello. Mentre camminiamo incontriamo un contadino che brucia la legna: sembra un “evocatore del fuoco”.

Ma i veri protagonisti della passeggiata sono gli ulivi: piccoli grandi giganti.

Ad un certo punto la strada si imbuca nella boscaglia dove la luce non penetra: ci sentiamo piccoli esploratori nella selva.

Le mamme vorrebbero arrivare fino a Nicola ma noi ci imponiamo e decidiamo di restare in un grande prato in discesa, con ulivi di media grandezza disposti su diverse piane. Ci sono poche olive perché è inverno e sono già cadute. E’ un prato verde e maestoso, con le prime margherite e le api che prendono il polline. In questo prato scriviamo il testo che stai leggendo.

One thought on “Passeggiate poetiche. Quattro “moschettieri” si raccontano

  • 22/02/2021 at 13:17
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    Come vorrei essere con voi, poeti moschettieri, a passeggiare tra olivi montagne e mare,
    e profumi di macchia mediterranea!

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