Recovery Fund e rivitalizzazione dei borghi

Era l’8 settembre quando Marco Bussone, presidente riconfermato di Uncem, inviava una lettera al Presidente Giuseppe Conte, ai Ministri Francesco Boccia e Vincenzo Amendola, ai Deputati Ugo Parolo (Presidente del Gruppo interparlamentare per lo Sviluppo della Montagna) ed Enrico Borghi (Consigliere del Governo per la Montagna) per invitarli a direzionare il Recovery Fund verso i “borghi” italiani e il loro territorio.

Per portare alla loro attenzione l’urgenza con cui occorre approntare progetti di rivitalizzazione che tocchino commercio, imprese e incentivi per la residenzialità; immaginare strategie che consentano di garantire a tutto il Paese le giuste infrastrutture digitali, stilare l’“Agenda digitale per la montagna” che colleghi in rete tra loro i Comuni, mappati e analizzati, e le loro esigenze. Ancora, lavorare sulle Green Community e su un servizio sanitario e di assistenza comunitario, e attuare in tempi rapidi la Strategia forestale nazionale. 

Bussone ha scelto di non avanzare richieste di percentuali di risorse del Recovery Fund per progetti di varia natura, ma di fornire punti di analisi ulteriori, con prospettive diverse e integrazioni al ragionamento in corso.

La discussione in sede di Commissione Europea, come di Parlamento, prosegue tra pareri contrastanti e il Piano nazionale italiano è in via di approntamento. Se le piccole medie imprese hanno già ricevuto aiuti forniti dalla Bei, è necessario un cambiamento nelle procedure di spesa.

Insieme, come auspica il Presidente Uncem, è necessario che le aziende pubbliche – Enel, Eni, Anas, Ferrovie dello Stato, Rfi e Terna, tra le altre – investano nella montagna creando valore sociale e non solo finanziario, impegnando risorse e competenze per la transizione energetica ed ecologica. Così che i territori rurali e montani siano intelligenti e sostenibili, “a prova di futuro”, e in dialogo con le aree urbane e metropolitane.

da Comunità Montagna, febbraio 2021

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