Il triste destino delle montagne

L’alpinismo è finito, il mondo va a rotoli. Se queste sono le opinioni che Reinhold Messner continua a dispensarci, non ci resta che piangere. Solo un segno di vecchiaia? Stupire noi comuni mortali è la sua principale vocazione. Come fa sul Gazzettino del 28 luglio, quando afferma perentoriamente di non amare la montagna (“non amo la montagna, amo la mia donna, amo i miei bambini ma non la montagna: è la base per le mie esperienze”). Chi lo avrebbe mai sospettato tanto disamore?

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Anelli. Con Perilli tra Cridola e Monfalconi

Denis Perilli, scrittore e naturalista, è uno dei più prolifici autori di guide delle Dolomiti. Ora ci conduce in un appassionante percorso ad anello (che è possibile scaricare in “Fatti di Montagna”) alla scoperta delle Dolomiti Friulane, poste al confine fra il Veneto (Cadore) e il Friuli Venezia Giulia. Un mondo a sé, un concentrato di bellezza e di wilderness.

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Lessinia festival, siamo tutti giurati

Dal 21 al 30 agosto torna al Teatro Vittoria di Bosco Chiesanuova (Verona) il Film Festival della Lessinia, 26esima edizione. Il direttore artistico Alessandro Anderloni assicura: “Con la selezione di 612 film pervenuti da 81 paesi, non possiamo certo dire di essere in formato ridotto: si annuncia invece un’edizione dei record, perché mai così tanti film erano arrivati in selezione e mai da così tanti Paesi del mondo”.

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Sicuri in montagna. Come comportarsi con le vipere

Dopo la pubblicazione (giovedì 6 agosto 2020) del comunicato del Parco Nazionale della Valgrande sul pacifico “trasloco” di alcune vipere presenti in un’area dove sono in corso lavori di recupero ambientale, riceviamo dal Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico un comunicato intitolato significativamente “Veleni in montagna: come comportarsi in caso di morso di vipera”. Il testo, che volentieri pubblichiamo, è opera di due specialisti che vanno sentitamente ringraziati: Sarah Vecchio in rappresentanza della Società Italiana di Tossicologia e della Commissione O.T.T.O Medica L.P.V. del CAI; ed Elio Guastalli del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, coordinatore del progetto Sicuri in montagna. Nella foto don Ruscetta, celebre prete viperaio della Valle Antigorio.

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Trentino. L’estate degli orrori

L’estate degli orrori si compendia in due notevoli exploit: la creazione di una piattaforma panoramica sul ghiacciaio della valle Senales a 3.251 metri di quota, una delle tante che ormai allettano i turisti sotto varie bandiere, e l’invasiva pista asfaltata per amanti dello sci a rotelle detto anche ski roll che ha sfigurato le incantevoli praterie del passo Lavazé.

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Covid-19 e Telemedicina, cresce l’assistenza da remoto

La Telemedicina in questi lunghi mesi di emergenza si sta dimostrando uno strumento di prevenzione e monitoraggio fondamentale per ridurre i contatti tra medico e paziente. Utilizzata nel corso di spedizioni alpinistiche extra-europee, è da tempo al centro delle attenzioni dei medici di montagna come conferma qui il dottor Gian Celso Agazzi, segretario della Commissione medica centrale del Club Alpino Italiano, prendendo spunto da una conferenza sull’argomento del dottor Sergio Pillon coordinatore della Commissione nazionale per il governo delle linee di indirizzo della Telemedicina Italiana.

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Val Grande. Le vipere invadenti

Un trasloco per i rettili si è reso necessario perché le vipere avevano “preso casa” tra i ruderi del curt di Bavarone, un alpeggio che sta rinascendo a nuova vita. Alla delicata operazione ha provveduto un esperto erpetologo. E ora, senza la sgradita presenza dei rettili, possono continuare i lavori di ripristino dell’antico alpeggio.

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Letture. Le montagne di Rosamaria

Per sapere come si chiamava la madre, alla quale Marco Albino Ferrari dedica “Mia sconosciuta”, il romanzo edito da Ponte alle Grazie (240 pagine, 16 euro), occorre andare subito nelle ultime pagine. Anzi nel penultimo rigo, come se l’autore avesse esitato per tutto il libro a scrivere quel nome, Rosamaria, che tanto ha nel cuore ma che gli risulta ancora in parte sconosciuta come risulta fin dal titolo.

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Letture. “Atti e memorie” della speleologia triestina

La Commissione Grotte Eugenio Boegan, gruppo speleologico della Società Alpina delle Giulie – Sezione di Trieste del CAI, che da 137 anni si dedica all’esplorazione e allo studio dei fenomeni carsici, ha reso disponibile in rete il 49° volume della propria rivista scientifica “Atti e Memorie”.

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Via libera alle ruspe. Purché con “mascherature ambientali”

I disastrosi sbancamenti nel cuore dei boschi della vicina valle del Boite e quelle Tofane invase dalle ruspe per far posto alle nuove piste di sci in vista dei mondiali e dei Giochi olimpici di Cortina d’Ampezzo sono immagini che stringono il cuore. E ancora più c’è da dispiacersi in questa problematica estate che qualcosa di simile debba capitare nel vicino, meraviglioso Comelico dove per far decollare il comprensorio sciistico sempre più appare inevitabile il collegamento tra Padola e Sesto in Pusteria, vale a dire con gli impianti della contigua provincia di Bolzano, oltre il passo di Monte Croce.

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L’oasi di pietra di Saltrio

Si arriva alla cava con una bella stradina nel bosco che sale decisamente verso il monte Orsa e il Pravello dal cimitero di Saltrio (VA). Una mezz’ora circa, poi la curiosità di vedere questo sito di proprietà del comune di Saltrio viene appagata quando si accede in un bel piazzale attrezzato come un salotto incantato, con sedute, tavolini e spazi ombreggiati. Sullo sfondo le grotte da cui venivano estratti, fino dal XV secolo, pietra da costruzione e grossi blocchi di calcare da trasformare in capitelli e colonne.

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Anelli. Giro delle Odle con Livio Sposito

Continua in “Fatti di Montagna” la serie di percorsi circolari proposti da insigni scrittori delle vette. L’undicesimo in rete dal 28 luglio reca la firma di Livio Sposito a lungo inviato speciale del Corriere della Sera, alpinista e autore di libri di storia dell’alpinismo l’ultimo dei quali dedicato a Grohman, scopritore delle Dolomiti.

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Monte Rosa. Rivive lo storico “nido delle aquile”

Si sono aperti a Macugnaga i lavori di ristrutturazione dello storico Rifugio “Eugenio Sella” ubicato ai 3150 metri del Nuovo Weissthor, dirimpettaio dell’imponente parete Est del Monte Rosa. La Sezione Cai Macugnaga, oggi proprietaria del rifugio, ha dato infatti l’avvio al recupero del “Nido delle aquile”, definizione data da Teresio Valsesia, noto alpinista, giornalista e scrittore di montagna che in gioventù è stato custode del Sella.

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