Il popolo della movida incontra la montagna

Nessuno se l’aspettava in tempi di pandemia, ma molti rifugi delle Dolomiti sono stati presi d’assalto durante l’estate. Magari da clienti con le infradito ai piedi, anche là dove il sentiero ha scalini di sassi e roccia. Al rifugio Berti, ai piedi del Popera, si legge sulla stampa locale che le ragazze sono salite in pantaloncini e reggiseno. La cosa più curiosa segnalata dal rifugio Biella riguarda coloro che sopraggiungono senza la suola degli scarponi. A casa recuperano vecchi scarponi, abbandonati magari da decenni, li calzano senza verificarne la tenuta e lungo il sentiero si stacca qualche pezzo…

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Niente sprint nell’Olimpo della bici

Forse anche per quell’atmosfera cimiteriale che aleggia sul Ghisallo, per l’orrenda, antiestetica struttura in vetro e cemento del Museo del ciclismo retto da una Fondazione, per le panchine e le aiuole poco curate o addirittura disastrate, i turisti in bici o appiedati preferiscono sostare sulla balconata ad ammirare sull’altra sponda del Lario la meravigliosa muraglia delle Grigne…

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Anelli che passione dalle Retiche al Mombarone

Vanda Bonardo presenta in “Fatti di Montagna” (https://fattidimontagna.it) l’anello della Colma del Mombarone in provincia di Torino, ai confini con la valle d’Aosta e con il Biellese. Si tratta di uno dei circuiti escursionistici finora proposti da firme illustri della montagna nell’interessante portale di Luca Serenthà.

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Il flash mob senza etichette

E’ ormai entrato a far parte dell’iconografia dell’ambientalismo alpino lo spettacolare flash mob sulle Cinque Torri di Cortina compiuto nel primo week end di settembre da una ventina di imprenditori, professionisti e semplici appassionati di montagna come documentano in modo eloquente le foto scattate da Mirko Sotgiu. Lo scopo? Manifestare contro la costruzione di impianti e infrastrutture sulle Dolomiti.

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“Pandemonio”. La pandemia vista dalla Vallée

“Pandemonio, tra vita, morte e miracoli” è il titolo della mostra aperta fino al 31 ottobre al museo MAIN – Maison de l’Artisanat International di Gignod (Aosta), lo spazio espositivo dedicato all’artigianato, gestito dall’Ivat, l’Institut Valdôtain de Tradition. Il progetto, come precisa Nurye Donatoni (Conservatore responsabile dei musei dell’IVAT), curatrice della mostra, realizzato con la collaborazione di Fabrizio Lava, pone l’attenzione sul delicato rapporto tra uomo ed epidemia, tracciando un quadro storico che evidenzia l’impatto sulla comunità e in particolare sul sistema di protezione attuato nel corso dei secoli.

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Vandali nel paradiso di granito. L’intervento del Cai Milano

Armando e Miriam, da pochi mesi gestori del rifugio Allievi Bonacossa (in provincia di Sondrio, a 2385 metri sul Sentiero Roma, raggiungibile in quattro ore dalla Val di Mello, tel. 0342614200; mobile 03421856868), non si sono persi d’animo davanti alle difficoltà di questa stagione neppure quando, la mattina del 16 agosto, hanno dovuto “congedare” 40 ospiti e chiudere temporaneamente la struttura…

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Sentieri contesi. E tu sei biking o walking?

Hai appena lasciato la città invasa dagli insidiosi monopattini elettrici. Ma non credere di farla franca, caro bipede terrestre, nemmeno nell’allegra Engadina. “Take care” è l’avviso che ti accoglie a Silvaplana. Già, perché anche qui devi fare attenzione ai veicoli in gran parte elettrici, leggi e-bike, che ormai hanno preso saldamente possesso delle foreste e delle sponde dei laghi.

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Nuovi arrivi nel parco giochi delle Alpi

Lama e alpaca sono ormai diffusi ovunque, non solo in Dolomiti. Sussiste tuttavia la pur rispettabile opinione che la presenza di questi abitatori delle Ande rappresenti un modo per violare l’identità dei Monti Pallidi, sottomessi non solo alle ruspe degli impiantisti e alle esigenze dei rifugisti, ma cancellati anche dal punto di vista culturale. Cioè ridotti a un sempre più banale e indicibile parco giochi, come giustamente sostiene Luigi Casanova, presidente onorario di Mountain Wilderness Italia.

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I tesori nascosti della Val d’Ayas

Dall’Associazione Ripartire dalle Cime Bianche che da tempo si batte per l’integrità di quest’area della Valle d‘Aosta minacciata dai progettati impianti per il collegamento con Valtournenche riceviamo questo comunicato del 16 luglio 2020 che volentieri pubblichiamo su importanti ritrovamenti archeologici a Saint-Jacques (Ayas) che ora impongono un progetto d’indagine, studio e valorizzazione.

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Il triste destino delle montagne

L’alpinismo è finito, il mondo va a rotoli. Se queste sono le opinioni che Reinhold Messner continua a dispensarci, non ci resta che piangere. Solo un segno di vecchiaia? Stupire noi comuni mortali è la sua principale vocazione. Come fa sul Gazzettino del 28 luglio, quando afferma perentoriamente di non amare la montagna (“non amo la montagna, amo la mia donna, amo i miei bambini ma non la montagna: è la base per le mie esperienze”). Chi lo avrebbe mai sospettato tanto disamore?

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