Lavoro e passione dalla città al rifugio

Ogni week-end una coppia di quarantenni milanesi sale a gestire il rifugio Brasca in Val Codera. Mirco è geologo specializzato in bonifiche ambientali, Elisabetta è psicologa-psicoterapeuta dell’età evolutiva, appassionata della montagna da sempre e skyrunner. Lorenzo Dotti li ha intervistati.

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Boschi devastati, pericolo di perdersi

“Muoviti con attenzione»: questo l’appello rivolto agli escursionisti dalla Provincia di Trento, che con una campagna a cui aderiscono anche le Apt, si propone di informare sulla percorribilità dei sentieri messi a dura prova dall’eccezionale ondata di maltempo dello scorso ottobre.

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Il Cai e la questione ambientale

Ad attenuare le riserve sulla posizione del Club Alpino Italiano da parte di chi ha notato una certa fatica nel dare una risposta netta ai fautori del collegamento sciistico tra Comelico e Pusteria, dovrebbe provvedere ora il comunicato diffuso dell’Ufficio stampa il 3 giugno sotto il titolo “Coerenza ma con rispetto” che riceviamo e volentieri pubblichiamo nella sua integrità…

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Metamorfosi sociale nella “valle veloce”

A Mezzenile (TO) sabato 22 giugno 2019 alle ore 17 Pierangelo Cavanna, storico della fotografia, presenta “La valle veloce”, 139° volume della collana della Società Storica delle Valli di Lanzo (208 pagine, 158 illustrazioni). Ne sono autori Bruno Guglielmotto-Ravet e Veronica Lisino.

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In fiamme il Camussot a Balme, la Duse vi girò il film “Cenere”

“Una montagna piena d’ombre e di sole…e l’aria che rimette a nuovo”. Così Eleonora Duse (1858-1924) descrive nel 1885 una vacanza rigenerante all’hotel Camussot di Balme che ha preso fuoco nella notte fra il 4 e il 5 giugno 2019.

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No ai vincoli. Comelico in piazza

Una folla di oltre 2000 persone ha percorso sabato 1° giugno in Comelico la strada tra il municipio di Candide e la piazza San Luca di Padola scandendo slogan a favore del collegamento impiantistico con la Val Pusteria e contro i nuovi vincoli imposti al Comelico e ad Auronzo…

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In gara per il selfie più alto

La vetta del tetto del mondo ha una superficie equivalente a due tavoli da ping pong e più di 20 persone alla volta non può ospitare. La vera stupidissima sfida è affollarsi lassù, chi ci riesce, per scattarsi un selfie. Effetti perniciosi di un turismo di massa che tutto trasforma in Disneyland, Everest compreso…

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