Dibattiti. La Valle d’Aosta verso il rilancio

In attesa di un bilancio ufficiale della recente Giornata della Montagna sulla cui utilità da tempo si avanzano riserve visto che tutti i giorni dell’anno dovrebbero essere utilmente dedicati ai problemi delle nostre valli, va segnalato il piacevole incontro on line coordinato da Luciano Caveri e dedicato l’11 dicembre alla “montagna dopo la pandemia”. Argomento da far tremare le vene e i polsi. Gli ospiti collegati erano Mariano Allocco, Piero Ballauri, Eloise Barbieri, Nicolas Evrard, Alberto Faustini, Don Paolo Papone e Cristina Parisotto.

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Montagne da ritrovare. Il futuro è dietro le spalle

“Oltre che sudarsela a piedi, la montagna bisognerà anche prenotarla”, osserva Paolo Paci, giornalista e scrittore, “come si fa con i buoni ristoranti e i musei più famosi. Non è male in fondo l’idea che l’ambiente alpino torni a essere prezioso, magari poco meno fruibile ma anche meno consumistico e consumato”. 

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Quelli della Righini e gli altri che per primi tradirono le piste di sci

Nel delineare esemplarmente nell’ultimo numero di Dislivelli “l’ingannevole immagine del turismo alpino”, Enrico Camanni rileva come oggi lo sci sia al novanta per cento un’industria artificiale: la neve è programmata, le piste larghe e lisce come autostrade, gli impianti rapidissimi che annullano i tempi d’attesa…

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