All’Expo le Alpi in vetrina con zafferano e polenta taragna

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Qui sopra la raccolta dei preziosi bulbi di zafferano

Il futuro, si sa, ha un cuore antico. A Milano la montagna è stata protagonista nel 1909 all’Esposizione universale ai Giardini Pubblici e ha avuto una luminosa vetrina all’alba del terzo millennio con il progetto Milanomontagne patrocinato dalla Regione e organizzato dal comitato EVK2CNR. Ed è ragionevole che un ruolo di primo piano le sia assegnato anche all’ormai imminente Expo 2015 dedicata come si sa alla nutrizione nel mondo.

Si tratta, per ora, solo di un auspicio. Non bisogna credere al Comitato permanente della Convenzione delle Alpi quando annuncia che la Convenzione parteciperà a Expo 2015, con un proprio padiglione in forma di chalet. Si tratta solo di un pesce d’aprile, perfettamente inserito in quella permanente carnevalata che può essere considerato il web con i suoi approssimativi taglia-e-incolla.

In realtà la marcia di avvicinamento all’Expo da parte delle Terre Alte si può dire che sia iniziata nel 2013 in maggio e giugno con la grande mostra “La Lombardia e le Alpi” organizzata allo Spazio Oberdan dalla Sezione di Milano del Club Alpino Italiano con immagini fisse e in movimento, parole, musiche, un tocco di magia “multimediale”. La mostra ora diventata itinerante è stata quasi una rivelazione per Milano, metropoli che negli anni del boom ha riempito i propri sogni di spiagge assolate e festose, ma che le montagne le ha da sempre sotto gli occhi e quasi non se ne accorge quando il cielo è sereno e soffia il fohn, con le Lepontine che fanno capolino in fondo a corso Sempione, inquadrate sotto l’Arco della Pace. E tanto più le montagne  a Milano sono a portata di mano, ora che il traffico ha ripreso a scorrere tra la città e la Valtellina grazie ai nuovissimi tunnel in Brianza e al Trivio di Fuentes lungo la statale 38.

Preludio a questa riconquista milanese delle montagne che ci si augura duratura è stata dunque questa rassegna in cui la Lombardia ha fatto i conti con una passione rimasta a lungo sotto traccia, dispersa in mille rivoli, alimentata da appassionati “de gamba bona”, penne nere, irriducibili corridori d’alta quota, arrampicatori, sciatori.

Ora sull’Expo si concentrano giustamente le attenzioni di chi in Lombardia ha dato vita a un’agricoltura di montagna particolarmente evoluta. All’Expo si affaccerà, per esempio, Bergamo considerata capitale mondiale del mais. È in dirittura d’arrivo il lavoro del tavolo progettuale Meb 2015 (Mais Expo Bergamo) che cerca nell’esposizione universale di Milano una decisiva rampa di lancio. Da mesi realtà istituzionali e territoriali lavorano per «seminare» un progetto condiviso rispetto alla coltura del mais e alla cultura che attorno ad esso è cresciuta. Il presupposto è lapalissiano: siamo o non siamo la culla del mais e la terra della polenta taragna? A dare una risposta affermativa, declinata in una serie infinita di spunti, sono stati innanzitutto Provincia, diocesi, Università, Comune di Bergamo-Orto botanico Lorenzo Rota, Fondazione Mia, Unità di ricerca per la maiscoltura Cra-Mac, Comune e Comunità del mais spinato di Gandino.

Anche dalla Valle Canonica arrivano positivi segnali in vista dell’Expo. Per esempio, si è scoperto che è possibile coltivare e produrre una qualità eccellente di zafferano. “Gran parte del merito dei nuovi sviluppi dell’agricoltura va sicuramente attribuita alle ricerche di campo per valutare le problematiche emergenti. E all’impegno di un numero considerevole di studenti, oggi più di duecento, che rappresentano la nuova faccia di un ritorno alle terre alte colto e consapevole e non condizionato da ideali libertari come avveniva negli anni Ottanta”, spiega la professoressa Anna Giorgi, direttore del Centro interdipartimentale Gesdimont (Gestione sostenibile per la difesa della montagna) dell’Università di Milano con sede a Edolo.

 

0 thoughts on “All’Expo le Alpi in vetrina con zafferano e polenta taragna

  • 05/04/2014 at 06:23
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    non mi è chiara la dicotomia colto e consapevole / libertario

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