Il ventitreenne milanese che ha scelto di vivere in Bolivia

Vitali
Davide Vitale, vincitore per la categoria “solidarietà” del Premio Meroni e del referendum tra il pubblico del Centro Rosetum.

Venerdì 28 novembre 2014 il sorriso di Davide Vitale era arrivato via satellite dalla Bolivia agli amici convenuti al Centro Rosetum per l’assegnazione del Premio “Marcello Meroni”. Ora è anche possibile incontrarlo “dal vivo”, venerdì 16 gennaio 2015, nella sede della Società Escursionisti Milanesi che gli ha assegnato il Premio “Marcello Meroni”. La simpatia di Davide, milanese, classe 1991, non solo ha conquistato la giuria, ma quel 28 novembre ha contagiato anche il pubblico che, seduta stante, gli ha assegnato il premio a disposizione, scegliendolo tra gli altri finalisti, tutte persone che alla montagna hanno offerto nel 2014 importanti contributi senza nulla chiedere in cambio.

Vitale vive sull’altopiano di Peñas in Bolivia, a circa 4000 metri di quota, dove ha scelto di organizzare trekking solidali sulla Cordillera Real. Fa parte dello staff del diocesano don Antonio Zavatarelli. Non ha avuto dubbi la giuria nell’assegnargli, per la categoria “solidarietà”, il premio istituito dalla Scuola di Alpinismo e Scialpinismo “Silvio Saglio” della Sem in collaborazione con la Scuola Regionale Lombarda di Alpinismo del Cai, con il Consiglio di Zona 7 e con un particolare contributo del Circolo ricreativo dell’Università degli Studi di Milano (Crusm) dove lavorava Marcello Meroni a cui è intestato il riconoscimento.

A ritirare il premio in assenza di Davide c’era in novembre, esultante, la mamma di Davide, la signora Alessandra (che vive in Belgio con gli altri sei figli), mentre è toccato ad Alessandro Galluccio il compito di presentare Davide al pubblico sottolineando il valore della sua scelta di vita legata alla passione per l’alpinismo. Una scelta che è costata al premiato anche un incidente senza gravi conseguenze in quella specie di Tibet del Sud America dove imperversa il narcotraffico e gli indigeni rappresentano il 60% della popolazione.

Mamma Vitali con Comitato organizzatore copia
La mamma di Davide Vitale, prima a sinistra, sul palcoscenico del Rosetum. Alla sua destra Laura Posani e Nicla Diomede del Comitato organizzatore del premio (Ph. P. Valoti)

Nel 2006 Davide Vitale affrontò la prima esperienza nel volontariato in Niger, dove si recò con un gruppo giovanile. Nel 2009 fu la volta di El Alto, in Bolivia. Nel 2011, incontrò padre Topio alpinista italiano e parroco della comunità di Peñas, piccolo villaggio in Bolivia ai piedi della Cordigliera. Per la sua ONG, Manos Abiertas, Davide ha aperto una trentina di vie di arrampicata sulle falesie che sovrastano il paese e realizzato una guida della località in cui presenta sia gli aspetti culturali (storia, leggende, tradizioni, folklore, turismo a vari livelli, storia dell’arte) sia le vie di arrampicata. Dal 2013 è assunto a tempo pieno da Manos Abiertas il cui obiettivo è di frenare l’esodo degli abitanti dei villaggi dando loro la possibilità di vivere di turismo e di attività ad esso legate.

Le passioni di Davide sono l’arrampicata, la lettura e anche la scrittura (novelle, racconti semi-seri delle sue avventure alpinistiche). Incontrarlo nel corso della serata organizzata dalla Commissione scientifico culturale non può che essere un piacere venerdì 16 gennaio alle ore 21 nel casello daziario di Porta Volta, sede della SEM.

Per saperne di più: www.caisem.org/‎

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