Omaggio all’alpinista ignoto? Ci hanno pensato svizzeri e valtellinesi

Le richerche sul ghiacciaio dello Scerscen, in Valtellina.
Le ricerche dell’ignoto alpinista sepolto da novant’anni tra i ghiacci dello Scerscen. Nella foto in alto il cimitero di Zermatt con l’omaggio ai tanti caduti del Cervino mai più ritrovati.

I resti di un uomo, forse un alpinista solitario, ma potrebbe essere anche un soldato della Prima Guerra Mondiale, sono stati scoperti sul ghiacciaio dello Scerscen, in Valmalenco, nel territorio del comune di Lanzada. Il corpo si trovava a 3100 metri di quota ed è venuto a galla a causa dello scioglimento dei ghiacci. I resti sono stati recuperati dai Vigili del fuoco e dalla Guardia di Finanza, che hanno operato con l’ausilio di un elicottero. Non è il primo ritrovamento di resti umani avvenuto quest’estate. In luglio sul Cervino sono affiorati i resti di Andrea Villa, alpinista comasco scomparso 20 anni fa. La frequenza di questi ritrovamenti è dovuta alla fusione dei ghiacciai particolarmente accelerata in questa torrida estate, con lo zero termico che è costantemente al di sopra dei 4000 – 4500 metri.

Ai resti dell’uomo affiorati in Valmalenco dopo circa novant’anni è comunque impossibile dare un nome: è la conclusione a cui è giunto Paolo Marelli sul Corriere della Sera di domenica 26 luglio. Il riaffiorare del corpo di un alpinista, osserva Marelli, è raccontato anche nel film “Cinque giorni, un’estate” con Sean Connery, girato da Fred Zinnemann proprio sulle Alpi Retiche: ma l’alpinista di quella storia aveva un nome”.

In conclusione, all’alpinista ignoto un memorial è stato dedicato nelle Retiche dove un angolo del cimitero di Lanzada è riservato, appunto, alle vittime della montagna mai ritrovate o riconosciute. Lo stesso hanno meritoriamente fatto gli svizzeri a Zermatt dove l’omaggio agli uomini che hanno perso la vita sfidando il Cervino e non sono stati più ritrovati, sepolti da valanghe o precipitati in qualche crepaccio, viene reso nel cimitero della cittadina del Vallese. Niente di particolare. Alcune targhe sono state piazzate su richiesta degli amici o dei familiari degli scomparsi. Che sul Cervino, in centocinquant’anni di storia alpinistica, sono stati nel complesso più di cinquecento.

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