Scalata (in cabinovia) alle Cinque Torri

Novità a Cortina d’Ampezzo in vista dei Mondiali di sci e dei Giochi olimpici. Una cabinovia collegherà Son dei Prade, a Pocol, con Bai de Dones, sulle Cinque Torri. Sarà la prima cabinovia di Cortina con vagoncini ad ammorsamento automatico ad otto posti, su due tronchi, lunga in tutto 4 chilometri 640 metri, da Son dei Prade a quota 1.637 metri dove c’è il raccordo con il comprensorio sciistico di Pocol, Socrepes e Tofana, sino a Bai de Dones, a quota 1.890 metri: qui parte l’attuale seggiovia delle Cinque Torri e si apre la skiarea del passo Giau, del passo Falzarego e del Lagazuoi. L’impianto avrà un dislivello complessivo di 250 metri e unirà due comprensori ora collegati soltanto su strada. Avrà una portata oraria iniziale di 1.100 persone all’ora, che potrà aumentare sino a 1.800. L’opera rientra nel terzo livello del piano di infrastrutture previsto per i Mondiali di sci.

Particolare importante. Ora è a portata di turista, chiusa in una ragnatela di impianti, questa zona che fu teatro di aspre battaglie tra truppe italiane e austro-ungariche durante la Grande Guerra e che conserva ancor oggi numerose testimonianze delle battaglie e delle costruzioni belliche erette dal Regio Esercito italiano, recentemente recuperate in seno ad un’operazione di ristrutturazione e valorizzazione che ha permesso la creazione di interessanti itinerari storici.

Nella zona Lagazuoi-Cinque Torri è stato tra l’altro realizzato il più esteso museo della Prima Guerra Mondiale (su un raggio di 5 km), composto dai musei all’aperto del Lagazuoi, delle Cinque Torri, del Sasso di Stria e dal museo del Forte Tre Sassi.  Peccato però. La zona delle Cinque Torri la si scopriva piano piano risalendo da Cortina lungo la strada del Falzarego. Le torri spuntavano civettuole dietro la boscaglia e per prima cosa si contava che fossero proprio cinque. Poi una ventina d’anni fa la Trephor crollò e venne a mancare nel panorama di Cortina, nel circondario delle Cinque Torri, e nella storia dell’alpinismo. La Trephor era la più negletta delle Cinque Torri, poco evidente e poco interessante come arrampicata perché si risolveva in un’ostica traversata di pochi metri che, come recita la Guida Berti, è paragonabile alla Guglia De Amicis. Ora lassù si arriverà con la cabina ad ammorsamento automatico a ondate di 1.100 turisti all’ora. Ma non sono più, purtroppo, le Dolomiti di una volta.  (Ser)

 

 

3 thoughts on “Scalata (in cabinovia) alle Cinque Torri

  • 28/11/2020 at 17:27
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    la possibilità di creare un unico comprensorio sciistico con il giro dei 4 passi (serve penso un solo impianto) consentirebbe alle dolomiti venete quello sviluppo che purtroppo non sono riuscite ad ottenere, se si pensa a quello che è diventata l’alta Badia negli ultimi 50 anni che dista pochi km dal Lagazuoi perché non provare a tentare un salto di qualità anche perché l’area è anche più bella

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  • 08/09/2020 at 11:29
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    Mi permetto. Ferma la contrarietà per ogni nuovo impianto, le Cinque Torri già oggi sono a portata di funivia perché allo Scoiattoli si sale in funivia proprio da Bai de Dones. Cambia solo che ora Bai de Dones sarà collegato direttamente a Socrepes e quindi a Cortina. Ma in funivia + auto ci si arrivava già.
    La (vaga) speranza è che non essendo previste piste, almeno qui, non facciamo grandi scempi come invece sta accadendo nelle Tofane: già l’anno scorso, a chilometri di distanza si vedevano immani ferite ai piedi delle Tofane.

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  • 25/09/2019 at 19:16
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    Come si immaginava, senza tanti sforzi, i mondiali sono l’ennesima occasione per sfruttare il territorio con inutili nuovi impianti, nonostante la falsa comodità di raggiungere i luoghi della Grande Guerra… chi li conosce e sa dove sono ci va a piedi, non in cabinovia!!! Vergogna

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