All’asta le scale a pioli del Cervino

Come si può desumere dal web, la Cresta del Leone, via italiana al Cervino, dispone di un grande quantitativo di corde fisse che rendono il tracciato facilmente individuabile. Sono definite uno scempio ma ormai sono là, servono ad agevolare la salita dei clienti delle guide alpine. Adesso però vengono buone le vecchie scale Jordan dismesse gli anni scorsi. Sono state infatti poste in vendita per beneficenza a quanto annuncia la Società delle Guide del Cervino: il ricavato sarà consegnato alle varie associazioni della Valle d’Aosta per far fronte all’emergenza coronavirus. “La vendita lanciata sulla pagina ufficiale di Facebook della Società delle Guide del Cervino”, si legge in una nota, “ha già avuto un primo acquirente che ha fatto un’offerta generosa per la prima scala nella sua interezza. La seconda scala è stata messa in vendita alle 12 di lunedì 6 aprile per concludersi alla stessa ora del 15 aprile, e prevede la possibilità di aggiudicarsi uno o più pioli, con una base minima di 100 euro a piolo e con offerta al rialzo”.

La guida alpina François Cazzanelli, testimonial del comprensorio di Valtournenche Breuil-Cervinia, impegnato sulle scale Jordan.

La scala Jordan deve il suo nome al primo alpinista inglese che salì insieme con i fratelli Jean-Joseph e Pierre Maquignaz il Cervino sul versante italiano. William Leighton Jordan arrivò in vetta il 2 ottobre del 1867. Con questo arduo passaggio dovette fare i conti anche, il 12 settembre 1941, la principessa Maria Josè accompagnata dalle guide alpine Luigi Carrel detto Carrelino e Giulio Bich. “La principessa non aveva grande esperienza con le manovre di corda, ma non posso neanche dire che fosse digiuna di alpinismo”, raccontò Giulio Bich a Roberto Serafin e Marina Nelli che nel 1998 ne raccolsero la testimonianza per il volume “Picchi, piccozze e altezze reali” curato per il Museo della Montagna. “Carrelino era andato avanti, la principessa e io eravamo ai piedi di quella scala di canapa. Maria José la guardava, poi guardava me. Cercava di concentrarsi ma si vedeva che aveva dei problemi. E non si risolveva a salire. Poi trovò lei stessa la soluzione. Mi chiese di darle un bicchierino di grappa. E partì risoluta”.

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