Vandali, divieti, petizioni. Colle del Prete senza pace

Ignoti hanno rimosso in Piemonte i cartelli stradali di divieto di accesso lungo la strada da Borgata Maire al Colle del Prete, fatti sistemare dopo l’ordinanza del sindaco di Sampeyre Domenico Amorisco che vieta il transito ai mezzi fuoristrada (4×4, quad, moto) sulla strada sterrata che da Becetto conduce al Colle. Il Comune ha sporto denuncia, ribadendo quanto espresso nell’ordinanza: il transito di moto e fuoristrada crea disagio e pericolo alle attività agro-pastorali, ai loro conduttori e al bestiame presente sui pascoli. 

“Questo provvedimento”, spiegò a suo tempo il sindaco, “ha una valenza ambientale, di tutela nei confronti del delicato ecosistema montano e di chi ci lavora”. Ma non c’è pace in questo battagliero lembo del Piemonte. Ora un post sulla pagina Facebook del Comune fa irritare l’associazione di appassionati di fuoristrada che si sta battendo contro l’ordinanza, ribadendo il diritto di percorrere quella stradina con qualsiasi mezzo motorizzato. 

“Contro l’ordinanza, sui social”, si legge nella pagina Facebook del Comune, “è circolato l’invito alla firma di una petizione, a oggi non ancora pervenuta agli uffici comunali. Nel frattempo la cartellonistica di divieto installata alle due estremità del tratto di strada è stata dolosamente rimossa”. 

La petizione dei fuoristradisti ha raccolto 800 firme e i promotori escludono legittimanente che possa esserci una relazione tra le loro richieste e l’atto vandalico della rimozione dei cartelli. Ma non è finita. Da La Stampa del 26 novembre si apprende della loro richiesta che il post sulla pagina Facebook del Comune venga rimosso. La guerra insomma continua. E intanto tacciono le associazioni ambientaliste. Questo argine posto dal sindaco all’invadenza dei fuoristrada per prati e per boschi non sembra riguardarle, sarebbe bello sapere perché. (Ser)

Un aspetto della stradina che sale al Colle del Prete. In apertura, in una foto da La Stampa, i cartelli di divieto rimossi da ignoti.

One thought on “Vandali, divieti, petizioni. Colle del Prete senza pace

  • 03/12/2020 at 10:38
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    Escludiamo qualsiasi collegamento tra una libera e democratica raccolta firme con azioni sempre esecrabili di vandalizzazione, che in questi tempi di confinamento forse sono da cercare più vicino di quanto si pensi, al posto di indirizzarsi allo “straniero” di turno, in particolare se non ha il tuo stesso pensiero. Il nostro obiettivo è arrivare alla rimozione del divieto per via democratica e legale.
    Davvero interessante il vostro diminutivo, d’ora in poi avremo la “stradina” del Sale, la stradina dell’Assietta, e così via… Visto che dono tutte strade carrozzabili (che se inquadrate come nella vostra foto possono apparire sentieri).
    Per concludere inviamo copia di una mail inoltrata alla Gazzetta di Saluzzo in risposta ad una intervista ad una consigliera di Sampeyre che sostiene essere la strada da sempre vietata:
    Buongiorno Direttore,
    Faccio riferimento all’articolo da voi pubblicato nell’ultimo numero del giornale del 26/11/2020, dal titolo “Quella strada era già chiusa” (sezione Valle Varaita – in allegato).
    Purtroppo è un vizio della stampa italiana, locale e nazionale, attribuire al politico di turno virtù taumaturgiche e competenze improbabili, che vanno dalla progettazione dei ponti alla virologia. Anche in questo caso le parole di una allevatrice/consigliera sono state sbandierate come verità assoluta, senza alcuna verifica di fondatezza, il famoso “fact checking” che ha reso la stampa anglosassone l’istituzione che rappresenta.
    Allego alla presente una perizia eseguita da un professionista del settore, che per ragioni di riservatezza preferiamo non identificare. Dalla medesima, che volendo potrete far verificare da un vostro professionista, si evince che la strada in questione è ed è sempre stata “Strada pubblica”, tutto il resto sono opinioni personali
    Il comitato: Riapriamo la strada del colle del prete.

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