Troppa neve sul campanile? Il parroco alpinista sale a spalarla

Alpinista, guida alpina onoraria, don Paolo Papone, parroco di Valtounenche, non ha avuto problemi nella scalata del campanile della chiesa di Cervinia. La neve accumulata lassù dopo 48 ore di copiose nevicate costituiva un pericolo e non c’era tempo da perdere. Detto fatto, domenica 31, come riferisce il sito valledaostaglocal.it, ha indossato “guscio”, scarponi e imbrago a cui ha legato la corda da arrampicata ed è salito in sicurezza fino al tetto. 

don Paolo Papone

Un lavoro duro e non privo di rischi è stato spalare la neve lassù. Ma un sacerdote alpino come don Papone, che nell’agosto del 2015 celebrò Messa sulla vetta della Gran Becca, non si spaventa per una corvée “verticale” come questa. Nato ad Aosta nel 1961, ordinato presbitero il 7 settembre 1987, licenziato in Sacra Scrittura al “Pontificio Istituto Biblico” di Roma, guida alpina onoraria, don Paolo giunse nella vallata una dozzina d’anni fa e – sportivo e alpinista qual è – quella scelta fatta dall’allora vescovo Giuseppe Anfossi apparve subito più che mai appropriata. 

“E’ sempre stato legato alla nostra società”, spiegò nell’insignirlo il presidente delle Guide del Cervino Ottavio Gérard, “possiede una cultura alpinistica di spessore, che non manca di divulgare anche con serate specifiche, e ama frequentare le vette. Nel caso della messa in punta al Cervino, partì a piedi per raggiungere la cima”. 

Il contributo del clero valdostano alla nascita dell’alpinismo e allo sviluppo del turismo è uno dei temi che don Paolo sviluppa abitualmente nelle sue serate raccontando la storia di un grande predecessore in tonaca, il sacerdote alpinista valdostano Amé Gorret – chiamato anche l’Ours de la montagne – e dell’amico Jean-Antoine Carrel, che il 17 luglio 1865 compirono la prima ascensione dal versante italiano del Cervino. 

Don Paolo armato di pala al lavoro sul tetto.

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