Letture. Con gli sci incontro al futuro

E’ trascorso più di un anno da quando quattro amici italiani decisero di raggiungere Davos in occasione del World Economic Forum e unirsi agli attivisti di Fridays for future, il movimento internazionale di protesta ispirato agli scioperi del clima di Greta Thurnberg. Arrivare nella località svizzera con gli sci e usando i mezzi pubblici era il minimo che potessero fare per coerenza con la loro etica e per essere all’altezza di un così importante vertice dedicato all’ambiente. E’ stato un piccolo pellegrinaggio non esente da sacrifici anche se i rifugi svizzeri erano ben riscaldati, fin troppo. E poi il quartetto era ben temprato alle fatiche e attraversare anche solo in parte, come hanno fatto, l’allegra Engadina rappresenta pur sempre un piacere in ogni stagione. 

“Per noi”, spiegano i quattro, “lo scopo era di abbandonare almeno per qualche giorno l’inevitabile routine a favore di un’azione simbolica ma concreta, che rappresentasse un invito ad assumere il cambiamento climatico come orizzonte dei nostri comportamenti”. Qualche lode se la merita in particolare Marco Emanuele Tosi, l’autore del libro fresco di stampa di MonteRosa edizioni “Sciare in un mondo fragile” (160 pagine, 15,90 euro) che racconta con semplicità di questa particolare trasferta. Chiaro che il libro non va letto come un recit alpinistico, bensì come una riflessione sulla crisi climatica e sull’attivismo messo in atto sulla scia di Greta Thurnberg che a sua volta un ideale cilicio è stata costretta a sopportarlo: basti ricordare gli insulti incassati con contorno di ipotesi sarcastiche sulla sua salute psichica e quando, invitata all’Onu davanti ai grandi del mondo, spiegò in lacrime come si governa il pianeta. 

In tempi di transizione ecologica il breve racconto si fa poi leggere anche come alternativa a una narrativa alpinistica “ormai appannaggio di professionisti iper specializzati”, come spiga l’autore, “che per vedere le loro imprese riconosciute da pubblico e sponsor devono per forza cercare la difficoltà estrema o l’esplorazione in altri continenti”. 

Visto che “la nostra casa è in fiamme” (per dirla con Greta e con il titolo di un suo libro), questo volume di MonteRosa edizioni segna anche il momento di cambiare registro su tutta la linea, anche quando si parla di montagna. E questo hanno fatto i quattro amici gettando uno sguardo su un attivismo che la pandemia ha in parte interrotto ma non annacquato. Ben venga dunque questo volume della collana “Ellebori” con i disegni di Michele Comi, apprezzabile nel suo tentativo di dare un senso a un’avventura alla portata di comuni mortali e non di “fenomeni” fin troppo beatificati su certi “giornaloni”. Lo si può considerare un atto di coraggio anche dal punto di vista editoriale, tenuto conto che nei libri di testo per la scuola le trasformazioni climatiche risultano trattate appena nel 4% del totale delle pagine. Mentre il mondo, come appare evidente, si fa sempre più fragile. (Ser)

Commenta la notizia.