Il tetto del mondo è al Nevegàl

Un paio d’anni fa al Museo della Scienza a Milano con la collaborazione di Sony Interactive Entertainment Italia si è potuto salire sulla vetta più alta della terra grazie a una playstation appositamente studiata. Più facile di così…Adesso si è scoperto un altro sistema per scalare l’Everest senza la fatica immane di quegli 8.848 da salire nell’aria sottile e senza correre rischi. Il sistema si chiama “Everesting” e consiste nel salire e scendere con o senza sci su e giù da una montagna a propria scelta fino a completare quel fatidico dislivello di 8.848 metri. L’altezza dell’Everest, appunto. 

Finora sono stati per primi i ciclisti a salire e scendere più volte una data collina, in modo da scalare cumulativamente 8.848 metri. Particolare curioso. Il primo evento descritto come “Everesting” fu del ciclista George Mallory, nipote di quel George Mallory che scomparve sull’Everest nel 1924. Roba da accaniti pedalatori. E ora la notizia è che l’“Everesting” è possibile praticarlo anche con gli sci.

Il primo “Everesting” sciistico sul Nevegàl, nel Bellunese, porta le firme di Aron Lazzaro e Davide Maccagnan. Il 1° febbraio entrambi sono saliti e scesi con gli attrezzi da scialpinismo su e giù da questo casereccio “tetto del mondo” in poco più di 19 ore. Gli impianti forzatamente fermi per il covid hanno facilitato l’impresa conferendole un che di avventuroso.

Trentino, Aron Lazzaro ha 39 anni. Dal 2019 allena come personal trainer appassionati del running in una palestra. E’ in questa palestra che ha conosciuto Davide Maccagnan, 33 anni, canoista.“Sono solo tre mesi”, racconta Davide, “che pratico lo sci alpinismo. E’ ad Aron che è venuta questa idea dell’Everesting. Credevo che scherzasse. E invece abbiamo trovato alcuni sponsor che hanno finanziato l’impresa. Salendo e scendendo più volte dalla Grava alle antenne dietro il rifugio Bristot abbiamo compiuto quasi 86 chilometri su piste non battute. E’ stata dura, ma è stata anche una bellissima esperienza. Di notte con la luna ci hanno fatto compagnia civette, gufi, perfino un gallo cedrone”. Cose che capitano a questi cultori (forse un po’ matti) dell’”Everesting”… (Ser)

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